Covid Corigliano Rossano, 39 nuovi casi. Cgil: «Asp si attivi per i focolai in Rsa»

In riva allo Jonio sono due le strutture per anziani in cui la circolazione del virus è ormai diffusa. Il sindacato chiede che si acceleri sui vaccini e sia garantito più personale

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di Matteo Lauria
2 febbraio 2021
22:56

La curva epidemica conferma l’altalenante trend degli ultimi giorni. Gli esiti dei tamponi rilevano oggi ulteriori 39 nuovi casi a Corigliano Rossano. Il centro jonico è seguito per numero di contagi dal comune di Cassano che in giornata ha fatto registrare un morto, portando a 10 le vittime del Covid. Le due comunità sono entrambe accomunate da due gravi focolai in altrettante Rsa, in cui il virus ha colpito duramente sia gli ospiti che il personale medico e paramedico.

L'appello di Cgil all'Asp

La grave situazione ha suscitato il grido di allarme della Cgil, rappresentata dai segretari generali dell’area Sibaritide-Pollino-Tirreno, Giuseppe Guido e Francesco Spingola. «Quello che sta avvenendo nelle RSA, in particolare a “Casa Serena” di Cassano Ionio e nella RSA “San Pio” di Corigliano-Rossano, non può non attirare l’attenzione dall’ASP di Cosenza attraverso la sua Centrale Operativa COVID19. In un momento drammatico come questo, bisogna valutare tutte le ipotesi, anche l’eventuale trasferimento degli ospiti in strutture sicure, intervenendo in maniera efficace e tempestiva per evitare altre “stragi silenziose”, come è successo nel recente passato, non solo a causa dell’aggressività del virus, ma anche della miopia delle istituzioni preposte».


Vaccinazioni e accreditamenti

«È necessario – si legge - accelerare il processo di vaccinazione, superare questa fase di incertezza del piano messo a punto in Calabria, includere gli anziani ed i pensionati fra le priorità essendo le persone più fragili e più esposte al contagio i cui esiti sono spesso nefasti». In una regione dove la popolazione anziana è in aumento, è opportuna, anzi necessaria, l’iniziativa della sanità pubblica e non permettere ai privati di avere il monopolio, ribadiscono gli esponenti sindacali. Occorre «rivedere i criteri di accreditamento delle strutture (RSA, Case di Riposo, Centri Diurni, Case Famiglia, etc.), la loro organizzazione ed il funzionamento dell’assistenza e della cura delle persone e, soprattutto, prevedere una maggiore e stabile presenza del personale medico e paramedico a garanzia della salute degli anziani e dei pensionati presi in carico. È questo il tema da affrontare rapidamente con l’Assessorato al Welfare della Regione Calabria!».
 

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