Covid Lamezia, la testimonianza: «Emozione unica nel rivedere mia madre, grazie dottore»

La donna in  gravi condizioni aveva rifiutato il ricovero. Il giovane medico Enrico Errico l’ha convinta scrivendole su un foglio un verso della poetessa Emily Dickinson

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di T. B.
10 marzo 2021
18:43

"Non sapendo quando l'alba arriverà, tengo aperta ogni porta". È con questa frase della poetessa inglese Emily Dickinson appuntata su un bigliettino che il medico dell’Usca di Lamezia Terme Enrico Errico è riuscito a convincere una donna al ricovero, salvandole così la vita. Non è la prima volta che da questa testata diamo spazio alla testimonianza di chi racconta quanto fatto da questo giovanissimo camice bianco.

A scrivere questa volta è un figlio che ha potuto riabbracciare proprio stamane la madre. «La mia mamma è stata ricoverata per un lunghissimo periodo nel reparto Covid, oggi finalmente è tornata da noi! L'emozione è stata unica nel rivederla, la paura che potesse morire lontano da me e mio padre era fortissima. La nostra storia - scrive Antonio - è un'altalena di emozioni che voglio raccontare perché qui in Calabria si esaltano sempre i problemi, i limiti e si tende forse spesso a non vedere ciò che c'è di bello».


«Il giorno più brutto è stato il giorno del risultato del tampone, una notizia che ha rotto l'equilibrio in casa. Poi la visita del personale Usca durante la quale il dottore Errico ha visitato mia madre e ci consigliato di farla ricoverare. Di fronte al nostro rifiuto, il dottore ci ha chiesto di ripensarci e si è offerto di tornare il girono dopo.

L’indomani al nostro ripetuto diniego ci ha chiesto chiede carta e penna. Abbiamo immaginato fosse per per firmare il rifiuto del ricovero, invece il dottore ha scritto sul foglio: "Non sapendo quando l'alba arriverà tengo aperta ogni porta" e lo ha dato in mano a mia madre. È stato allora che mia madre ha cambiato idea, ha guardato mio padre ha detto: «Preparate la mia borsa».

Un “pezzo di carta” che ha cambiato le intenzione di una donna, madre e moglie e, probabilmente, anche il suo destino. Un bigliettino che ha tenuto stretto in mano durante tutto il ricovero, «un ricordo che avrà per sempre soprattutto perché è stata una persona così giovane a darle un messaggio così bello. Ora siamo tutti insieme – dice Antonio entusiasta - dopo un lungo periodo in cui spesso ci veniva detto che le condizioni erano molto delicate. Il mio grazie va a tutto il sistema sanitario di Lamezia, alle Usca, all'ospedale ed ai medici del 118!»

Giornalista
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