Covid, variante inglese a San Giovanni in Fiore: la sindaca chiude i confini

Quarantena obbligatoria per chi entra in città, a meno che non si abbia un certificato attestante l’esito negativo di un tampone molecolare o antigenico

di Salvatore Bruno
23 marzo 2021
19:09

Un caso di variante inglese del Covid 19, riscontrato a San Giovanni in Fiore e comunicato all’Asp di Cosenza dall’Istituto superiore di sanità, preoccupa la sindaca Rosaria Succurro. Che ha deciso di passare alle maniere forti rispolverando una ordinanza ancora vigente, emessa il 5 novembre scorso, in piena seconda ondata, con la quale restringe i confini del comune all’ingresso dei non residenti.

Bisogna dichiararsi

«Chiunque debba recarsi in città – ricorda – ha l'obbligo tassativo di comunicarcelo anzitempo e con i propri dati anagrafici al Comune attraverso la posta certificata protocollogeneralesgfiore@asmepec.it. Se deve permanere a San Giovanni in Fiore ha l'obbligo della quarantena, a meno che non trasmetta al medesimo indirizzo mail un certificato attestante l'esito negativo di un tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 72 ore prima del suo ingresso. A riguardo – precisa - in caso di dubbi o indicazioni pratiche è possibile contattare l'Assessorato comunale alla Salute, tramite il numero telefonico del centralino del municipio: 0984977111».


Battaglia per i vaccini

Rosaria Succurro inoltre, sta insistendo con l’Azienda Sanitaria affinché fornisca un numero adeguato di vaccini per la campagna di prevenzione. Inoltre ha richiesto l’inserimento nella piattaforma di prenotazione delle due sedi per la somministrazione allestite nel locale ospedale: una nell’ambulatorio di oncologia, l’altra nei locali dell’ex Guardia medica.

Restate in casa

Alla data del 22 marzo risultano nel complesso 41 positivi da tampone molecolare e otto da test antigenico. Numeri al momento limitati, ma c’è il timore che il quadro epidemiologico possa peggiorare. Per questo la sindaca ha rivolto un appello ai cittadini: «Vi prego di restare in casa, di uscire soltanto per lo stretto necessario, di evitare assembramenti e tutto quanto possa essere superfluo. Il momento è molto difficile. Stiamo vivendo tra restrizioni, sacrifici ed ansie. Però non dobbiamo cedere adesso. Più siamo responsabili, più siamo sicuri».

Giornalista
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