Le nuove migrazioni

Dall’Argentina alla Calabria, la storia di Leandro e Agostina: «Questo è un posto ospitale e fortunato»

La giovane coppia è stata costretta a lasciare il paese sudamericano a causa della forte crisi economica. Adesso sono stati accolti a Cropalati, nel Cosentino: «Qui ci sembra di vivere nella pace. Per noi l’Italia è bellissima» (ASCOLTA L'AUDIO)

 

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di Matteo Lauria
3 aprile 2022
12:30

Tra spopolamento e crisi economica, la Calabria è sempre più terra d’espatrio. I dati parlano chiaro e, fino ad oggi, nonostante le politiche e le agevolazioni fiscali, non si registrano grandi inversioni di tendenza. Eppure piccole esperienze ci dicono che qualcosa sta cambiando e che siamo sulla strada giusta per favorire non solo il ritorno dei nostri conterranei, o dei loro discendenti, nella nostra regione ma anche incentivare la stabilizzazione di tanti stranieri che giungono attratti dal clima e dal paesaggio e decidono di investire in immobili che gli garantiscono la permanenza di buona parte dell’anno su una soleggiata costa mediterranea. In questo senso, in un ciclo di interviste a cadenza settimanale, ci occuperemo di alcune di queste esperienze che dimostrano come le motivazioni di trasferimento sono diverse tra di loro ma tutte valide e replicabili.

Leandro e Agostina

Partiamo dal nostro primo caso: una giovane coppia di sposi argentini trasferiti a Cropalati. Le problematiche strutturali del Paese sudamericano d’origine – eccessivo statalismo, squilibri economici, protezionismo e forte corruzione – che lo attanagliano da decenni, si sono aggravate ulteriormente dopo gli effetti nefasti della pandemia, rendendo troppo alto il costo della vita in rapporto ai guadagni. Ecco perché Leandro Ciavarria, 33 anni, lei Agostina Ghilfarina di 27 anni, sposati da due anni, come tanti altri giovani connazionali, hanno deciso di emigrare in Europa alla ricerca di un futuro migliore.


Insieme, hanno scelto la Calabria, arrivando nel piccolo centro di Cropalati grazie all’aiuto di associazioni che favoriscono le comunicazioni tra l’ufficio anagrafe del comune e l’Argentina. Mirano a ottenere la cittadinanza italiana, poiché il bisnonno di Leandro era italiano, precisamente napoletano. Nel frattempo hanno affittato un appartamentino nel piccolo centro del Cosentino e si sono integrati in una comunità che li ha accolti con amicizia e calore. Con la lingua se la cavano abbastanza, riescono a comprendere l’italiano con poche difficoltà, ma conoscono e parlano perfettamente l’inglese. Socievoli e allegri, sono ballerini e coreografi di professione: la loro ambizione infatti è di poter lavorare nel mondo della crocieristica, del turismo, dell’arte e della cultura, ma sono disponibili in questa prima fase ad adeguarsi a ogni tipo di lavoro.

Ecco perché è stato facile per loro farsi conoscere sui social: hanno creato un profilo apposito per il loro viaggio in Italia (Dos artistas viajeros) sia Instagram che YouTube e con i loro video divertenti e coinvolgenti vogliono far conoscere alla propria gente la realtà italiana e incentivarli a seguire il loro esempio. «A Cropalati si sta bene», dicono, «per la tranquillità e l’ospitalità. In Argentina, a Buenos Aires da dove veniamo noi, i ritmi sono veloci e stressanti, qui ci sembra di vivere nella pace. Per noi l’Italia è bellissima».

La vita insostenibile in Argentina

Leandro, grazie alla sua laurea in Economia, ha lavorato presso il Ministero della Giustizia argentino ma il suo stipendio per l’alta inflazione corrispondeva a circa 350 euro, una cifra irrisoria per mantenere una famiglia o mettere al mondo dei figli. Agostina ha la madre che è l’equivalente di un magistrato italiano, ma per quanto la sua posizione sociale sia alta la remunerazione non permette di poter dare alla propria figlia più del necessario. La crisi aumenta la povertà e quindi la delinquenza tra i centri cittadini e le periferie: i furti e i crimini sono all’ordine del giorno ed è impossibile vivere con serenità. «Avremmo voluto restare in Argentina, ma non ci sono le condizioni né economiche né sociali».

La speranza di un futuro migliore

I due giovani non si disperano, sono entusiasti e fiduciosi nel domani. Sanno che il mondo può offrirgli tanto e non si chiudono nessuna possibilità. Anche la Calabria potrebbe offrirgli quello che loro cercano: un luogo tranquillo, dove la vita lenta ridona importanza ai singoli gesti quotidiani e dove un lavoro onesto potrebbe garantire una vita serena e soddisfacente a loro due e ai tanti figli che vorrebbero avere. «Qui hai - dicono - hai paesaggi, montagna, mare e gente bella. Questo posto è fortunato»

«Occorre aprirsi al mondo» dice Agostina «conoscere usi, costumi, abitudini, tradizioni dei posti in cui si va. Solo così si apre la mente e si può scoprire un nuovo modo di vivere migliore di quello che abbiamo lasciato. Noi non lasciamo nessuna strada intentata, sappiamo che presto troveremo il nostro posto nel mondo e saremo felici di vivere insieme nel posto che sentiremo nostro, magari proprio in Calabria».

Giornalista
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