Diga sul Melito, l'eterna incompiuta: revocata la concessione e chiesti indietro 100 milioni

INTERVISTA | Il Consorzio di bonifica ionio catanzarese dovrà restituire le somme già spese. Intanto, attraverso il nuovo presidente Borrello, ha proposto ricorso al Tar

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di Luana  Costa
3 agosto 2020
15:53

Il passato è tornato a bussare alle porte del Consorzio di bonifica ionio catanzarese nel dicembre scorso, quando il ministero delle Infrastrutture ha notificato all'ente consortile la formale revoca della concessione per la realizzazione della diga sul Melito. Un'opera milionaria e faraonica, mai realizzata poichè finita in pastoie burocratiche che ne hanno stoppato l'avanzamento. Proprio queste le contestazioni mosse dal ministero: l'enorme dilatazione dei tempi che l'hanno infine indotto a revocare la concessione assieme al finanziamento finora liquidato del valore di 102 milioni di euro.

La battaglia al Tar

Risorse però integralmente investite dal consorzio di bonifica e che dovrà restituire se l'opposizione avanzata in sede amministrativa non andrà in porto. Il nuovo presidente, Fabio Borrello, che ha ereditato il pesante fardello ha infatti deciso di proporre ricorso al Tribunale amministrativo regionale impugnando la revoca: «Si tratta di vecchie partite ma di cui la nuova amministrazione si dovrà far carico - ha chiarito -. Pur se lontani da questi accadimenti abbiamo ritenuto che ci siano i presupposti per impugnare dinnanzi al Tar la revoca e quindi si tratta ancora di una partita aperta che bisognerà capire come andrà a finire». 


I debiti fuori bilancio 

Ma non è l'unica grana che il nuovo direttivo a guida Coldiretti ha trovato al momento del suo insediamento. In fase di approvazione del documento contabile - avvenuta di recente - sono spuntati fuori debiti fuori bilancio relativi ad un contenzioso con una società affidataria di un appalto per la realizzazione di una serie di opere complementari alla diga sul Melito. La società era stata incaricata dal Consorzio di eseguire alcuni lavori di manutenzione sulle gallerie di scarico dell'invaso ma al momento del pagamento degli stati di avanzamento dei lavori, la Astaldi con cui vi era un contenzioso in corso, ha proceduto al pignoramento delle somme dalla tesoreria dell'ente consortile. Crediti del valore di 7 milioni e mezzo, tuttora, vantati dalla società e che non hanno ancora trovato copertura in bilancio. 

«Non nego che ci sono criticità sul bilancio - ha dichiarato Fabio Borrello -, fardelli del passato legati principalmente a contenziosi che nascono dalla grande concessione della diga sul Melito. Rispetto alla causazione di questi accadimenti questa amministrazione è del tutto estranea però dobbiamo procedere alla corretta gestione di queste vicende che seppur appartenenti al passato producono effetti anche nel presente».    

Interlocuzioni con la Regione

«Ho avuto modo di confrontarmi con l'assessore all'Agricoltura, Gianluca Gallo, - ha proseguito ancora il presidente del consorzio di bonifica - per parlare di queste vicende e di quelle collegate alle imprese appaltatrici sulla concessione anche perchè attualmente non si rinvengono della soluzioni tecnico contabili che garantiscano la giusta copertura di questi debiti fuori bilancio. Sono tuttavia partite accessorie rispetto alle principali attività dell'ente che gestisce servizi pubblici essenziali»

Il nuovo corso dell'ente

E infatti il nuovo direttivo fin dal suo insediamento ha cercato di impremere un cambio di passo nella gestione dell'ente consortile: «La nuova amministrazione del consorzio di bonifica a guida Coldiretti - ha precisato ancora Borrello - sta intraprendendo un percorso economico e amministrativo molto rigoroso. Tant'è che abbiamo determinato un utile e un avanzo di gestione. Grazie a questo utile che siamo riusciti ad ottenere grazie ad una gestione virtuosa siamo riusciti ad intervenire realizzando attività di manutenzione straordinaria che non competono al consorzio, ciò per evitare disservizi ai consorziati. Siamo ad esempio intervenuti sulla vasca di Sellia o ancora installando una nuova opera di presa nel fiume Pera nell'area di Davoli».

 

 

Giornalista
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