Natuzza, si dimette il presidente della Fondazione: «Interessi che non c'entrano con la religione» (VIDEO)

L’avvocato Colloca fa un passo indietro e denuncia con amarezza le resistenze riscontrate: «Non c'è la volontà di modificare lo statuto, ma questa non è una società per azioni»

di Cristina Iannuzzi
22 dicembre 2017
18:49

Una nuova bufera si abbatte sulla Fondazione della mistica di Paravati, Natuzza Evolo. Il presidente facente funzioni Marcello Colloca si è dimesso a seguito dell’ultima infuocata assemblea dei soci del Cuore immacolato di Maria rifugio delle anime. Dopo aver constato che da parte della maggioranza dei soci non c’era la volontà di modificare lo statuto, cosi come chiesto dal Vescovo, l’avvocato ha deciso di gettare la spugna. Dimissioni irrevocabili dice nel corso di una conferenza stampa che ha convocato nel suo studio di Vibo Valentia. «Resta il rammarico di dovere lasciare l’incarico dopo 30 anni, anche se – precisa - io, mia moglie e mio figlio rimarremo soci fondatori».Un modo per rimarcare che resta no dei soci fondatori.


La rottura con la Fondazione si è consumata il 16 dicembre scorso, quando nel corso dell’ultima assemblea, il presidente sarebbe stato aggredito verbalmente da alcuni soci. «Qui stiamo parlando di un consiglio che presiede un ‘organizzazione di religione e di culto, non di una società per azioni. Avremmo dovuto premurarci che la chiesa venisse consacrata e aperta al culto. E invece si assiste a discorsi diversi, come se si dovesse spartire qualcosa».

 

 

 

È amareggiato l’avvocato Colloca che ricorda il suo rapporto con Natuzza: «Fu lei a chiamarmi quando venne fondata l’associazione. Lei che mi disse di trovare le persone giuste. Lei che mi fece da balia».
Non ha dubbi Colloca: «C’è una regia occulta, ma non troppo, che non intende accogliere le modifiche statutarie proposte dal vescovo Luigi Renzo. Modifiche che io stesso ho sempre reputato giuste e necessarie alla realizzazione del grande progetto voluto dalla mistica con le stimmate».
«Per questi motivi lascio la presidenza - conclude -. Mi auguro che chi prenderà le redini riesca a fare quello che io non sono riuscito a fare».

Giornalista
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