«Disabile costretta a fare dialisi a Catanzaro anziché Lamezia», la denuncia dell'Aned

VIDEO | L’associazione racconta l’epopea di una ventenne e punta il dito contro la mancata previsione dei vaccini ai dializzati e il rispetto dei Lea

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di T. B.
13 gennaio 2021
19:12

Dializzata, disabile e colpita da sindrome rara, costretta a fare la dialisi a Catanzaro anziché a Lamezia Terme. Lo denuncia l’Aned, associazione nazionale emodializzati, della Calabria raccontando quanto accaduto ad una ventenne dirottata al Pugliese Ciaccio e disegnando il quadro di una sanità ancora troppo indietro per garantire i diritti dei più fragili e anche ora che imperversa un virus potenzialmente letale farebbe fatica ad adeguarsi.

I casi Covid a Vibo e Taurianova

«Per ignavia di governanti assistiamo a focolai d'infezione evitabili in alcuni centri dialisi, Vibo Valentia e Taurianova su tutti, causa assenza di percorsi protetti seppure deliberati dal Dipartimento Tutela della Salute e per inesistente prevenzione delle aziende sanitarie. I pazienti sono allarmati e confusi per i dati consuntivi da infezione Covid-19 in quanto letale per il 28% dei dializzati colpiti dal virus» denuncia l’associazione che spiega che «invece si demanda ai soli nefrologi la responsabilità di gestione umana, sociale e clinica della stessa azienda, come quella attinente alla pianificazione dei nefropatici all'ultimo stadio della malattia».


I vaccini

C'è poi la questione vaccini. Un aspetto importante in considerazione della fragilità dei dializzati ma in Calabria sull'argomento ci sarebbe ancora silenzio: «Non si ha contezza di chi e quando questi pazienti saranno vaccinati. Preoccupante l'indifferenza del management aziendale, di quello regionale e del commissario Longo per i mancati trapianti, per il trasporto, inadeguatezza dei locali, carente organico personale, iniqua distribuzione sul territorio dei posti reni come previsto da DPGR 172 del 2012».

I Lea

«È il momento che il commissario Longo non si limiti a dire che l'obiettivo è garantire i Lea ed arrivare al risanamento del deficit sanitario. Questa è diventata una litania. Il problema è il piano con cui si deve arrivare a garantire i Lea e come risanare il deficit. Nel 2018 la soglia Lea ha raggiunto i 162 punti, oltre la soglia della sufficienza, e le assunzioni di personale nel periodo è stato di migliaia di unità. Se il buon tempo si vede dal mattino – conclude - oggi, Aned non intravede minimamente tali risultati. Purtroppo».

Giornalista
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