Discarica di Catanzaro, inquinamento da metalli pesanti: al via le indagini

Tempi ancora lunghi per la creazione di un sito a servizio della comunità dove scaricare rifiuti. Arpacal aveva rilavato la presenza di sostanze pericolose probabilmente derivanti da uno sversamento incontrollato di percolato

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di Luana  Costa
20 gennaio 2021
15:19

Tempi decisamente lunghi separano ancora dalla realizzazione della nuova discarica di Catanzaro. Impianto che sarebbe dovuto sorgere in località Alli e inserito, fra i tanti, nell'ordinanza contingibile e urgente varata a maggio del 2020 dall'ex presidente della Regione, Jole Santelli, nel tentativo di riorganizzare il sistema di smaltimento dei rifiuti calabrese.

Inquinamento da percolato

La procedura da tempo è ormai rimasta impantanata in pastoie burocratiche, dopo che nella primavera del 2019 Arpacal aveva rilevato la presenza di inquinanti in prossimità dell'area dove sarebbe dovuta sorgere la nuova discarica, a cavallo tra i due vecchi siti dove per anni si erano seppelliti rifiuti. In particolare, ai piedi della vecchia discarica denominata Colle Marpe, Arpacal all'esito di alcune verifiche di natura tecnica aveva rilevato la presenza in altissima concentrazione di metalli pesanti quali solfati, cromo, ferro, manganese, mercurio e nichel; con ogni probabilità derivanti da uno sversamento incontrollato di percolato.


Pastoie burocratiche

L'ambito territoriale che per primo aveva individuato l'area dove sarebbe dovuta sorgere la discarica a servizio della comunità d'ambito - di 200mila metri quadrati -, con ogni probabilità sarà l'ultima a realizzarla. Da mesi si va avanti con procedure burocratiche tese ad accertare la presenza degli inquinanti, un passagio obbligato per verificare lo stato del suolo e delle acque sotteranee ed evitare la creazione di una bomba ecologica. Dapprima la stesura del piano di caratterizzazione affidata nel giugno del 2019 ad un professionista esterno, nel dicembre successivo la convocazione della conferenza dei servizi per l'approvazione del piano e l'acquisizione dei pareri fino all'aprile del 2020, quando il piano è stato definitivamente approvato. 

Al via le indagini

Oltre un anno per poter entrare nel vivo della attività, ossia procedere all’esecuzione delle indagini che contemplano indagini ambientali sull’intera area: prospezioni geofisiche, sondaggi meccanici, messa in opera di piezometri e prove in situ, prelievo di campioni di terreno e delle matrici ambientali da sottoporre ad analisi chimiche e chimico-fisiche di laboratorio. Ovviamente, si è ancora nella fase dell'affidamento dell'appalto, nel dicembre scorso il dipartimento Ambiente della Regione Calabria ha bandito una procedura negoziata per individuare la ditta che dovrà compiere le indagini ambientali, la spesa prevista è di 348.737 euro di cui 276.000 per lavori e oneri della sicurezza.

Giornalista
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