Nello zaino con esplosivi illegali, un arresto a Lamezia Terme

Analoghi controlli sono stati realizzati a Davoli, dove sono stati sequestrati 500 kg di prodotti esplodenti del tipo fuochi pirotecnici

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di L. C.
23 dicembre 2017
12:48

Proseguono serrate le attività di monitoraggio, controllo ed ispezione per la verifica del rispetto delle prescrizioni nell’ambito degli esercizi di deposito e vendita di prodotti esplosivi di genere pirotecnico (fuochi artificiali), con finalità di prevenzione e repressione degli illeciti e per la verifica della regolarità e del rispetto delle misure di sicurezza per l’incolumità pubblica e privata.

 


A Davoli

Il personale specializzato antisabotaggio del Nucleo Regionale Artificieri della Questura di Catanzaro, a seguito dei controlli effettuati in un’armeria di Davoli nel catanzarese, ha posto sotto sequestro 72 imballi contenenti complessivamente 500 kg di prodotti esplodenti del tipo fuochi pirotecnici. Il materiale era posto nell’esercizio di minuta vendita e nell’annesso deposito, ma in eccesso rispetto al limite prescritto nella licenza, mentre alcuni prodotti esplosivi erano privi dell’obbligatoria registrazione ed omologazione CE. Irregolarità sono state riscontrate anche in ordine alla tenuta dei registri di carico e scarico. Per le violazioni emerse a seguito dell’attività di polizia giudiziaria il titolare dell’esercizio è stato denunciato all’autorità giudiziaria.

 

A Lamezia Terme

Ieri personale della sezione investigativa del commissariato di Lamezia Terme, su segnalazione del Responsabile di un Istituto di Istruzione secondaria del comprensorio lametino, rinveniva e sequestrava 62 manufatti esplosivi illegali provenienti da fabbricazione clandestina di grosso calibro e di elevata pericolosità. Gli stessi erano nella disponibilità di uno studente il quale veniva deferito alla competente Procura della Repubblica per i Minorenni di Catanzaro. Sul posto interveniva personale specializzato antisabotaggio del dipendente Nucleo Regionale Artificieri onde procedere alla messa in sicurezza e alla successiva catalogazione dei manufatti esplosivi, che secondo il minore, che li portava in uno zainetto che aveva insospettito il dirigente scolastico, dovevano essere da lui ceduti a compagni di scuola. Il materiale era estremamente pericoloso.

 

 

l.c.

Giornalista
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