Tentata estorsione mafiosa a Vibo Valentia: chieste tre condanne

Nel mirino degli imputati sarebbe finita una ditta impegnata nei lavori di ripristino della rete fognaria per conto del Comune della città capoluogo

di G. B.
26 giugno 2020
13:49

Tre condanne sono state chieste dal pm della Dda di Catanzaro, Andrea Mancuso, nel processo in abbreviato nato dall’operazione denominata 'Mbasciata', condotta dai carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno. Queste le richieste di condanna: 5 anni e 4 mesi di reclusione per Domenico Franzone, 63 anni, di Vibo Valentia; 4 anni e 6 mesi per Emilio Pisano, 51 anni, di Ariola di Gerocarne; 4 anni e 6 mesi per Vincenzo Puntoriero, 66 anni, commerciante di Vibo Valentia.

Tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso ai danni di due imprenditori del Vibonese, l’accusa mossa agli imputati. Gli imprenditori stavano eseguendo per conto del Comune di Vibo alcuni lavori di ripristino alla rete fognaria. L’operazione, denominata 'Mbasciata', è stata condotta dalla Dda di Catanzaro sulla scorta della denuncia presentata ai carabinieri di Arena dai due fratelli titolari di una ditta che, nel febbraio 2018, riferirono di essere stati avvicinati dagli imputati che gli avrebbero chiesto la cifra di 2.000 euro, corrispondente al 5% del valore dell’appalto, riferendo di essere stati inviati da “amici di Vibo”. Da qui il nome dato all’operazione eseguita dal Nucleo operativo dell’Arma di Serra San Bruno.

Giornalista
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