Falerna, è guerra aperta tra sindaco e i “turisti da Far West”: abbattuti i cartelli anti-cani

Nella notte qualcuno ha rimosso i segnali comunali che vietano l’accesso degli animali domestici sul lungomare. Il primo cittadino: «Sono sempre loro, quelli che vogliono la spiaggia tutta per sé. Ma le telecamere li hanno visti»

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di Redazione
22 agosto 2020
11:55

Si infiamma ulteriormente l’estate di Falerna, dove continua il braccio di ferro tra l’Amministrazione comunale e alcuni vacanzieri che si oppongono alle ordinanze del sindaco Daniele Menniti.
Ci potrebbero essere loro dietro la rimozione, questa notte, dei cartelli che impongono il divieto di accesso ai cani sul lungomare.
«Nelle prime ore del mattino di oggi 22 agosto 2020 – scrive il sindaco in una nota -, alcuni improvvidi soggetti hanno pensato bene di andare a rimuovere/rubare i cartelli che pongono il divieto di accesso ai cani in alcuni (pochi e limitati) luoghi nonché i cartelli diffusi nei punti più importanti che ricordano l’obbligo di essere muniti delle previste attrezzature per la rimozione delle deiezioni canine e, in particolare, per il lavaggio delle orine. Gli improvvidi soggetti, però, non hanno tenuto conto che in molti dei punti dove hanno effettuato consumato il loro atto vandalico sono adeguatamente videosorvegliati».

 

Il Comune, dunque, sta visionando i filmati per risalire all’identità degli autori. «Tra poche ore – avverte Menniti -, gli agenti della polizia locale del comune di Falerna, in qualità di agenti di Polizia Giudiziaria, in collaborazione con le altre forze dell’ordine, avranno modo definire i dettagli del misfatto e di procedere di conseguenza».

 

Il primo cittadino si spinge anche ad ipotizzare i reati commessi: «Da una prima analisi dei fatti, secondo il Comune di Falerna (ma non spetta al comune, ovviamente decidere l’esatta portata del fatto) sembrerebbe che trattandosi di cose esposte per consuetudine e necessità alla pubblica fede, la sottrazione delle stesse configura l’ipotesi di furto aggravato prevista dal combinato disposto degli artt. 624, 625, co. 1, n. 7, c.p.. In tal caso, tale fattispecie di reato, è perseguibile d’ufficio e prevede, infatti, l’art. 625, co. 1, n. 7, la sussistenza di una circostanza aggravante “se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate a pubblico servizio o pubblica utilità, difesa o reverenza”».

 

Poi, le bacchettate contro il «modus operandi di molti frequentatori, a vario titolo del Comune di Falerna, che ritengono di poter imporre le leggi del Far West».
«Pensano – continua la nota - di poter decidere dove, come e quando abbandonare i rifiuti per strada, di decidere dove come e quando parcheggiare sulle banchine o sui marciapiedi le proprie automobili (ad esempio in prossimità dei bivi impedendo la visuale per chi deve accedere alle strade), di sostare sulle strisce pedonali o sulle rampe di accesso predisposte per i diversamente abili».

 

E ancora: «Ad rendere incandescenti queste ultime giornate di agosto si aggiungono fantomatici associazioni di turisti non residenti che hanno scambiato il comune per il loro albergo a cinque stelle e che, non si sa per quale motivo, pretenderebbero dallo stesso che tali servizi non dovuti siano elargiti dalla pubblica amministrazione, per il semplice fatto di avere il privilegio di poter disporre di una “casa in riva al mare” o di poter avere il privilegio di poter pagare il fitto per “una casa in riva al mare” (per queste non ci risulta vi siano tasse suppletive per godere di tali specifici servizi. Sono le stesse identiche tasse che si pagano anche in comuni privi delle spiagge). Proprio questi soggetti, ovviamente, non gradiscono attività imprenditoriali finalizzate alla realizzazione dei lidi, perché, chiaramente, finirebbero i loro privilegi di una “casa in riva al mare” con spiaggia praticamente a loro completamente dedicata e (nei loro fantasiosi desiderata) magari, serviti e riveriti come in Hotel».

 

Inoltre, Menniti denuncia anche il tentativo di alcuni di danneggiare la flora locale:
«Sempre gli stessi, sono persino arrivati a confondere la Psammofila presente sulle spiagge come erba da sradicare, il che dice tutto sulle pretese di tali soggetti».
Infine, il sindaco non esclude la possibilità di presentare querela contro alcuni che per le dichiarazioni rilasciate in alcune interviste.

 

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