Fallimento e intestazione fittizia, in manette imprenditore di Lamezia

Le indagini coinvolgono un’impresa operante nel settore della fabbricazione di infissi in legno. Segnalato anche il curatore fallimentare. Sequestro per oltre 2 milione di euro

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di Redazione
7 maggio 2019
10:11

Il gruppo della Guardia di finanza di Lamezia Terme, coordinato dalla Procura, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare ai domiciliari nei confronti di Gianfranco Caporale, cinquantenne lametino.

L’attività svolta dalle fiamme gialle scaturisce da accertamenti relativi al fallimento di una ditta individuale operante nel settore della fabbricazione di infissi in legno, che hanno portato alla luce la sussistenza di condotte rilevanti sia sotto l’aspetto fallimentare che dal punto di vista penale-tributario.

 

Tra le altre cose, è stato, infatti, riscontrato che la ditta individuale oggetto d’indagini ha occultato/distratto “rimanenze di magazzino” per un totale di oltre 700mila euro. Le indagini hanno inoltre dimostrato la continuazione dell’attività delittuosa della ditta individuale fallita per il tramite di una Srl artatamente costituita per il tramite di un ex dipendente della ditta fallita, e fittiziamente legalmente rappresentata dalla madre dell’imprenditore fallito, amministratore di fatto della nuova società.


In tale contesto è stato altresì segnalato l’operato del curatore fallimentare, il quale ha stipulato con il fallito, amministratore di fatto della Srl, in nome e per conto della curatela due contratti simulati di locazione dell’intero complesso industriale della ditta fallita a un canone irrisorio, celando in realtà una cessione di azienda che ha permesso al fallito stesso di continuare ad utilizzare l’intero impianto industriale provento del reato di bancarotta fraudolenta.


Eseguita quindi la sospensione temporanea dall’esercizio dell’attività di curatore fallimentare, custode giudiziario e delegato nei confronti del professionista, Aldo Larizza, cinquantenne di Reggio Calabria, il sequestro preventivo di tutte le attività di impresa riconducibili al fallito, alla di lui madre ed all’ex dipendente della ditta fallita; il sequestro preventivo delle quote della Srl, il sequestro preventivo ai fini della confisca diretta o per equivalente dell’importo di euro 1.052.286, 25 nei confronti del fallito, il sequestro preventivo di tutti i beni costituenti l’azienda fallita e nella disponibilità della Srl, il sequestro preventivo ai fini della confisca diretta o per equivalente dell’importo di euro 1.217.375,00 nei confronti del fallito, quale provento delle vendite in nero.

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