False perizie per scarcerare il boss, chiesta la condanna di tre imputati

L'inchiesta aveva già fatto registrare il rinvio a giudizio degli avvocati Salvatore Staiano e Giuseppe Di Rienzo e di alcuni medici

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di Luana  Costa
12 gennaio 2021
15:21

Si è svolta questa mattina una nuova udienza del processo scaturito dall'inchiesta sulle presunte false perizie volte a favorire la scarcerazione del boss emergente e attuale collaboratore di giustizia, Andrea Mantella. Lo scorso 10 febbraio - nell'ambito dello stesso procedimento ma con rito ordinario - erano stati rinviati a giudizio Andrea Mantella, 46 anni, di Vibo Valentia; Francesco Lo Bianco, 48 anni, di Vibo (cugino di Mantella); l’avvocato Salvatore Staiano, 63 anni, di Soverato, legale del Foro di Catanzaro; l’avvocato Giuseppe Di Renzo, 46 anni, del Foro di Vibo Valentia; Silvana Albani, 69 anni, di Camerino; il medico della clinica Villa Verde di Donnici, Luigi Arturo Ambrosio, 82 anni di Castrolibero; Domenico Buccomino, 66 anni, di Cosenza; Massimiliano Cardamone, 43 anni di Catanzaro, specialista medico-legale; Antonio Falbo, 56 anni di Lamezia Terme.

Condanne e assoluzioni 

Questa mattina si è svolta, invece, l'udienza con rito abbreviato. Al termine della requisitoria il pm ha chiesto l'assoluzione per Antonella Scalise, 62 anni di Crotone; la condanna a 6 anni e 2 mesi di reclusione per Massimo Rizzo, 57 anni, di Catanzaro; la condanna a 4 anni di reclusione per Mauro Notarangelo, 51 anni di Catanzaro, psichiatra e consulente di parte e la condanna a 6 anni e 2 mesi per Santina La Grotteria, 46 anni, di Vibo Valentia, compagna di Mantella.


L'inchiesta

ullo sfondo dell'inchiesta le false perizie per consentire al boss emergente Andrea Mantella di lasciare il carcere ottenendo misure meno afflittive come gli arresti domiciliari o il trasferimento in cliniche psichiatriche. Il processo vede alla sbarra avvocati, medici e lo stesso esponente della cosca Lo Bianco Barba operante a Vibo Valentia, Andrea Mantella, oggi collaboratore di giustizia. E sono in parte dalle dichiarazioni rese dal pentito che hanno avuto avvio le indagini della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro per ricostruire il sistema di false perizie. Tutti gli indagati rispondono a vario titolo di frode processuale, truffa, corruzione, favoreggiamento, reati aggravati dalle modalità mafiose.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Francesco Gambardella, Gregorio Viscomi, Antonietta De Nicolò, Stefano Nimpo.

 

 

Giornalista
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