«Fase 2 in Calabria senza un piano di sicurezza per famiglie e imprese»

L'allarme del segretario generale Cgil Calabria: «Chiediamo la convocazione del tavolo di coordinamento sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e la convocazione della task force»

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di Redazione
4 maggio 2020
12:00
Angelo Sposato
Angelo Sposato

«Siamo preoccupati per come la Calabria si appresta ad affrontare questa fase senza un piano per la sicurezza dei cittadini, il sostegno alle imprese, ai lavoratori, alle famiglie». Così in una nota Angelo Sposato, segretario generale Cgil Calabria.

 

«Il dato oggettivo che emerge in queste ore è che la regione Calabria non ha nessun piano da sottoporre al mondo economico e sociale, ai cittadini, per la ripresa, la cosiddetta fase due.

È  pericolosa la scelta di non dotare le mascherine e non renderle obbligatorie, così come è pericoloso aprire in modo sconsiderato attività senza predisporre un piano per rispettare i protocolli di sicurezza.

In un momento così difficile, per la situazione emergenziale che si è determinata anche nella nostra regione, ci aspettiamo senso di responsabilità. La frattura istituzionale con il governo sulle ordinanze ci preoccupa.

La nostra regione - conclude Sposato - ha necessità di una concertazione istituzionale e sociale per determinare azioni, scelte, per uscire dalla fase emergenziale e determinare un rilancio. Serve senso di responsabilità, così come avvenuto con l’accordo sugli ammortizzatori sociali. Chiediamo pertanto, formalmente, la convocazione del tavolo di coordinamento sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e la convocazione della task force con il partenariato economico e sociale aperto ad Anci  e Upi.

Gli interessi delle comunità, delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese, dei cittadini, prima di tutto».

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