La provocazione dei rianimatori contro la movida: «Non curiamo i cretini»

Lo scopo, quello di scuotere le coscienze dei giovani, per dire loro che i medici cureranno sempre tutti ma è «assurdo farsi artefici di nuovi contagi per incuranza». Il post di un medico lombardo: «Non fateci rivedere e rivivere i tre mesi appena trascorsi»

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di Redazione
25 maggio 2020
15:40

La movida di questi giorni e soprattutto del primo weekend con bar e locali aperti ha fatto molto discutere. E non ha di certo lasciato indifferenti i medici, in particolare i rianimatori, che da inizio emergenza sono in prima linea nella battaglia contro il Covid-19. Partendo dalle immagini di assembramenti, piazze e locali pieni di persone troppo vicine e spesso senza neanche la mascherina, hanno lanciato la loro provocazione e lo hanno fatto attraverso Facebook perché possa giungere direttamente ai giovani: «Movida nel weekend? Noi non curiamo gli imbecilli».

«In tutta Italia si sono registrati assembramenti davanti ai locali della movida del sabato sera.....per colpa di qualcuno retrocederemo alla Fase 1?». Gli autori sono i medici dell'Associazione 'Nessuno tocchi Ippocrate', da anni impegnata contro il fenomeno della violenza ai danni dei camici bianchi. Una provocazione, spiegano, per scuotere le coscienze dei giovani, per dire loro che i medici cureranno sempre tutti ma è «assurdo farsi artefici di nuovi contagi per incuranza».  

Ad intervenire è anche il presidente dell'Associazione anestesisti-rianimatori (Aaroi), Alessandro Vergallo, per il quale sotto attacco «è la movida, da noi ribattezzata 'Covida', perchè rappresenta un altissimo rischio di contagio da Covid-19».

 

Spopola poi il post di Carlo Serini, rianimatore all'ospedale San Carlo di Milano: «Io faccio l'anestesista rianimatore per tutti, belli e brutti, bianchi e neri, grandi e piccoli, Italiani e stranieri, insomma non si guarda (giustamente) in faccia a nessuno. Ma non faccio l'anestesista rianimatore per i cretini. Cari cretini, eliminatevi come preferite che fate un favore all'umanità... Ma non chiedeteci ancora - scrive - di rivedere e rivivere i tre mesi appena trascorsi, a causa del vostro cretinismo. Io sono in terapia del sonno per sedare e sopire incubi, insonnie e risvegli dopo tre mesi in un ospedale Covid: e voi che fate? L'aperitivo... Cretino é una diagnosi (e oggi arriva gratis), non un insulto».

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