Lo scippo di Occhiuto dei fondi delle periferie dirottati sul “salotto buono” di Cosenza

Per completare l'isola pedonale il Comune dirotta su corso Mazzini risorse destinate ad altro. Dopo i fondi per le periferie tocca ai soldi per la manutenzione

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di Camillo Giuliani
16 maggio 2020
10:12
I lavori a Cosenza
I lavori a Cosenza

Doppio scippo a corso Mazzini. O, meglio, a beneficio di corso Mazzini. Per completare l'isola pedonale nella strada più centrale di Cosenza il Comune continua a togliere soldi originariamente destinati ad altre zone della città. Era già successo due estati fa, quando la Giunta con una delibera aveva trasformato la via principale della città in una zona di periferia, privando così San Vito di fondi ministeriali destinati a riqualificare il quartiere. Adesso, per finire di pavimentare il tratto compreso tra viale Trieste e corso Umberto, verranno utilizzati quasi 320mila euro. Denaro con cui si dovrebbe fare la manutenzione delle altre strade e piazze di Cosenza.

Dalle Invasioni di architettura al bando per le periferie

Tutto ha inizio nel 2016, poco dopo la rielezione di Mario Occhiuto. Il sindaco da poco sfiduciato, consapevole delle critiche ricevute nel primo mandato per aver privilegiato “il salotto buono” della città rispetto alle aree più marginali, promette che nel suo eventuale bis avrà un occhio di riguardo per i quartieri trascurati in precedenza. E in campagna elettorale – seppur non più in carica, ma da semplice cittadino – illustra ai cittadini alcuni progetti riguardanti quelle zone, preparati per il Festival delle Invasioni 2015. Ricordate quell'edizione? Difficile, non si è mai tenuta. Il tema previsto era l'architettura e, infatti, pur in assenza dell'evento, il Comune pagò oltre 130mila euro a diversi architetti di grido – circa 18mila ciascuno – per redigere elaborati che ridisegnassero l'aspetto delle periferie cosentine. Tra queste c'era anche San Vito basso e ad occuparsene furono i siciliani dello Studio Nowa.

Dopo il trionfo alle urne, Occhiuto fa preparare agli uffici un progetto. Serve per partecipare al Bando Periferie con cui il Governo intende sostenere i Comuni nella riqualificazione delle aree degradate. La proposta cosentina piace a Roma ePalazzo dei Bruzi riceve un maxi finanziamento. Arriveranno quasi 18 milioni di euro, a cui aggiungerne altri 11,5 tra soldi dello stesso municipio e investimenti dei privati. L'obiettivo? Scritto nero su bianco: «la riqualificazione e la rigenerazione sociale, culturale, architettonica e strutturale delle aree periferiche, caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi». Un progetto – spiegano ancora da Cosenza – «che mira a restituire ai quartieri periferici e degradati dignità, qualità e attrattività e senso di appartenenza alla cittadinanza».

I soldi per riqualificare San Vito vanno a corso Mazzini

Per San Vito basso ci sono 2,8 milioni di euro a carico del Governo e poco più di un milione che metteranno i privati. Comune e Presidenza del Consiglio firmano la convenzione a dicembre 2017, ma già 10 mesi prima il sindaco ha illustrato alla cittadinanza gli interventi in arrivo per le periferie in un incontro dal suggestivo titolo “La Cosenza che verrà”. Si prevede la realizzazione di una scuola e di laboratori per il doposcuola, nonché quelle di un parco e playground intergenerazionale, di piste ciclabili e di pattinaggio, skate, di una piscina lido, di un'area mercato e di orti urbani a servizio dei residenti. In più, il recupero dei giardini esistenti e vari interventi di riqualificazione del quartiere. Ma la previsione non troverà riscontro nei fatti. Il 16 aprile 2018 la Giunta comincia a cambiare le carte in tavola e per San Vito potrebbe essere una buona cosa. Un milione di euro governativi sparisce dalle spese preventivate, ma quei soldi si impegna a metterli il Comune. Il cofinanziamento dei privati, poi, dovrebbe raddoppiare. In soldoni, la promessa è di impiegare quasi 5 milioni per il quartiere, contro i 3,8 originari.

Il 7 giugno in Comune avviene un piccolo miracolo temporale. Nello stesso giorno i dirigenti Converso e Nardi affidano, per 39mila euro circa (Iva esclusa), l'incarico di supporto al Rup per la progettazione definitiva ed esecutiva degli interventi allo studio Nowa. E in contemporanea la Giunta approva il progetto definitivo redatto dagli uffici comunali che Nowa avrebbe dovuto supportare nella prima fase. Da quel momento – tranne che per la liquidazione dell'onorario ai siciliani – di quel San Vito «che si presenta come un arcipelago di isole senza attracchi» non si parlerà più. I soldi del governo fanno rotta verso altri lidi, non periferici ma centralissimi: il marciapiede davanti alla chiesa di San Domenico (590mila euro) e un'altra isola, quella pedonale di corso Mazzini (un milione e 180mila euro). Alla vera periferia rimangono 48mila euro di finanziamenti statali, più 680mila teorici del Comune e gli ormai improbabili 2,15 milioni di cofinanziamento dei privati.

I ritardi sui pagamenti e i conti che non tornano più

Lo scippo del quartiere blasonato a quello degradato arriva il 24 luglio 2018. La Giunta delibera che per «riconnettere il tessuto urbano centrale con quello periferico» bisogna pavimentare l'ultimo tratto della via più chic della città. C'è, si legge, «l’esigenza di creare su corso Mazzini un punto di ricongiunzione tra il tratto già pedonalizzato di piazza Bilotti e viale Trieste e l’intersezione del nuovo tracciato metro, che trova collocazione su corso Umberto». Di periferia non c'è ombra, i luoghi citati sono uno più centrale dell'altro. Il costo previsto è un milione e mezzo esatto. Palazzo dei Bruzi metterà 320mila euro, il resto sono gli ex fondi ministeriali per San Vito. Il nuovo progetto viene inserito nella "Riqualificazione urbana lungo il fiume Crati da Vaglio Lise al Centro Storico”, anche se l'area interessata non ha niente a che vedere con il fiume e i due quartieri citati. Ma ad agosto rischia di saltare tutto quando l'allora governo gialloverde congela temporaneamente i soldi del vecchio bando periferie. Occhiuto protesta scandalizzato: «Dopo i tanti decenni che in passato avevano visto un’espansione delle nostre città in modo indiscriminato e speculativo con la creazione di periferie degradate e insicure, si era finalmente arrivati a destinare risorse su progetti di rigenerazione urbana». Omette un dettaglio: le risorse per le periferie degradate le ha trasferite al centro città lui stesso poche settimane prima.

Approvato a fine 2018 il progetto esecutivo per la pavimentazione di corso Mazzini, arriva pure la gara d'appalto. La vince il 26 febbraio 2019 con un'offerta di 1.145.690,39 euro (ribasso del 9,987%) il consorzio Octopus Scarl in rappresentanza della Eurocostruzioni Group, che eseguirà i lavori. Il cantiere apre ai primi di marzo, la conclusione dell'opera è prevista a metà agosto. In municipio impegnano le somme necessarie, ma la determina con cui liquidano l'anticipazione sul contratto arriva solo a fine luglio. Ammonta a poco più di 250mila euro e pare siano gli unici soldi davvero erogati finora. I lavori proseguono in attesa dei pagamenti – salvo una breve pausa a settembre per questioni di interdittive antimafia poi risolte – fino a Natale. A rallentarli, la scoperta di un sottofondo di calcestruzzo alto 20 cm sotto il bitume e di alcune tubature danneggiate da riparare. Ma senza denaro per la ditta diventa sempre più difficile andare avanti. A nulla valgono l'approvazione del primo stato di avanzamento dei lavori e la determina con cui si dispone la liquidazione del Sal. Quei 180mila euro restano nelle casse di Palazzo dei Bruzi, che a novembre dichiara dissesto e ha sempre più difficoltà nel far quadrare i conti.

Per corso Mazzini si tolgono soldi alla manutenzione urbana

I Sal da pagare ormai sarebbero due, anche perché a gennaio gli operai hanno ripreso servizio su corso Mazzini per una ventina di giorni. Ma a Palazzo dei Bruzi non riescono ad anticipare i fondi di competenza del governo per poi riaverli da Roma né a trovare copertura per la propria parte di finanziamento. I quattrini dovevano arrivare, infatti, dall'alienazione di immobili, uno dei principali insuccessi dell'amministrazione comunale secondo la Corte dei Conti. La sua mancata realizzazione è tra le maggiori cause del dissesto. E ora che ci sono i commissari in municipio gli eventuali introiti da alienazioni dovranno gestirli loro per ripianare il deficit.

La Giunta a metà febbraio prova allora a spostare la copertura finanziaria su un'altra posta di Bilancio: gli oneri di urbanizzazione. Ma anche quella è inutilizzabile per lo stesso motivo, la legge è categorica a riguardo. Complice la chiusura dei cantieri in tutta Italia a causa del Covid-19, nessuno sembra accorgersene fino a una decina di giorni fa. Quando la Giunta approva una nuova delibera: per la copertura dei lavori su corso Mazzini si impegnano 320mila euro destinati invece alla manutenzione cittadina. Un nuovo scippo è compiuto. Si useranno per realizzare una nuova isola pedonale i soldi che servivano a sistemare strade e piazze di Cosenza meno centrali. Sempre che bastino per terminare i lavori previsti. E con buona pace della promessa di rigenerazione urbana delle periferie.

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