Fratelli calabresi scomparsi, traccia di sangue sull’auto inchioda i due fermati

Il sangue, rivenuto sulla macchina dei Marras, appartiene a Davide Mirabello. Indagini per identificare eventuali complici che avrebbero aiutato i due ad occultare i corpi

di Redazione
20 marzo 2020
12:38
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La scomparsa dei due fratelli calabresi
La scomparsa dei due fratelli calabresi

Una traccia di sangue sulla portiera di un'auto. È questa una delle prove regine che questa mattina hanno portato i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cagliari a fermare Joselito Marras, 57 anni, e il figlio Michael, di 27, accusati di aver ucciso il 9 febbraio scorso a Dolianova i fratelli di origine calabrese Massimiliano e Davide Mirabello, i cui corpi non sono mai stati trovati. La traccia di sangue è stata riscontrata dai carabinieri sulla portiera lato guidatore della Fiat Panda sequestrata alla famiglia Marras pochi giorni dopo la scomparsa dei due fratelli.

Il sangue di Davide sull'auto dei vicini


Il sangue è stato analizzato dagli specialisti del Ris. L'esito non ha lasciato dubbi: era di Davide Mirabello. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, coordinati dal pm di Cagliari Gaetano Porcu, all'origine del duplice omicidio ci sarebbero vecchi attriti tra i due nuclei familiari, che hanno terreni confinanti. Indagini sono ancora in corso per identificare le persone che hanno favorito ed aiutato i Marras per occultare i cadaveri delle vittime.

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