Fratelli calabresi scomparsi in Sardegna, i vicini di terreno sottoposti a fermo

Padre e figlio sono accusati del duplice omicidio dei due fratelli Davide e Massimiliano Mirabello. La loro scomparsa risale al 9 febbraio scorso

di Redazione
20 marzo 2020
08:48
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Davide e Massimiliano Mirabello
Davide e Massimiliano Mirabello

È stata eseguita questa mattina all’alba dai carabinieri di Cagliari l’ordinanza di fermo di indiziato di delitto a carico di Joselito e Michael Marras, padre e figlio di 52 e 27 anni, di Dolianova, accusati del duplice omicidio dei fratelli di San Gregorio d’Ippona Davide e Massimiliano Mirabello, scomparsi nel nulla il 9 febbraio scorso.

I vicini di terreno dei Mirabello

Sui due allevatori si erano concentrati i sospetti fin dalle prime battute delle indagini in ragione dei forti e pregressi contrasti, sorti per motivi di vicinato, sfociati in una serie di ritorsioni reciproche: dall’uccisione del cane di Davide Mirabello, all’incendio di mezzi agricoli e capanni fino alla spedizione punitiva organizzata dai Mirabello nei confronti di Michael Marras, costata 40 giorni di prognosi al 27enne sardo.

Indagini ferme per emergenza Covid-19

Decisivi, per la svolta delle indagini, i numerosi elementi rinvenuti nel corso delle indagini: dalle tracce di sangue trovate nella campagne della zona – riconducibili ai due fratelli Mirabello – all’auto data alle fiamme e ad altri oggetti appartenuti a Davide e Massimiliano.

Dei due mancano tuttavia i resti, stante che le ricerche fin qui effettuate in questo senso non hanno sortito l’esito auspicato. Ricerche che, come ha rimarcato nei giorni scorsi la sorella Eleonora attraverso il nostro network hanno subito una battuta d’arresto per via dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus.

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