In manette

Furti in negozi di abbigliamento a Lamezia: arrestate quattro persone

I fatti si sono verificati tra ottobre 2020 e luglio 2021 nell'area commerciale "Due mari" e all'interno di uno store cinese. A una commessa è stata anche rubata una postepay con la quale sono stati fatti acquisti per quasi duemila euro

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di Redazione
1 febbraio 2022
13:36

I carabinieri delle Stazioni di Lamezia Terme e Pianopoli hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Lamezia Terme, su conforme richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di quattro persone (un uomo e tre donne) ritenuti responsabili di furto aggravato in concorso ed indebito utilizzo di carte di credito.

Le indagini hanno avuto inizio dopo le denunce presentate dalle vittime. Attraverso l'acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza del circuito cittadino e degli esercizi commerciali, sono state documentate tutta una serie di furti di diversi capi di abbigliamento (per un valore di circa 1.600 euro) da negozi siti all'interno della zona commerciale “Due mari” di Maida, nonché un furto di un portafoglio perpetrato all'interno di uno store cinese di Lamezia Terme, appartenente ad una dipendente di quell'esercizio commerciale, contenente una postepay, successivamente utilizzata indebitamente.


Le attività d'indagine condotte dai carabinieri hanno ricostruito il modus operandi degli indagati durante i furti, avvenuti tra ottobre 2020 e luglio 2021: approfittando dei momenti in cui il personale addetto alle vendite era occupato, i soggetti, agendo in concorso, una volta danneggiati i sistemi di antitaccheggio, portavano via la merce dagli espositori per poi uscire con disinvoltura dai negozi.

Stesse modalità per il furto del portafoglio contente la carta postepay con la quale gli indagati avrebbero effettuato diversi acquisti in profumeria e negozi di abbigliamento riuscendo, in pochi minuti, a provocare un danno alla vittima di circa 1.800 euro.
I quattro sono stati arrestati e tradotti nelle case circondariali di Cosenza e Castrovillari, a disposizione dell'autorità giudiziaria. 

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