L’udienza

Gettonopoli al Comune di Catanzaro, le difese chiedono di sentire l’ex presidente del consiglio Polimeni

Questa mattina nuova udienza del procedimento che mira a far luce sulle presunte irregolarità nella percezione dei gettoni di presenza. Chiesta inoltre l'inutilizzabilità di alcuni atti processuali. Coinvolto anche Filippo Mancuso

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di Luana  Costa
6 ottobre 2022
11:50

Si tornerà in aula il prossimo 21 novembre e in quella data il gup del Tribunale di Catanzaro dovrà decidere sulle eccezioni sollevate questa mattina dalle difese nell'ambito del procedimento scaturito dall'inchiesta denominata Gettonopoli, che mira a far luce sulle presunte irregolarità nella percezione dei gettoni di presenza nelle sedute delle commissioni consiliari di Catanzaro.

L'inchiesta

L’inchiesta vede coinvolti ex e attuali consiglieri comunali di Catanzaro oltre che il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, accusati a vario titolo di truffa e falso ideologico poiché in qualità di componenti delle commissioni consiliari avrebbero attestato false verbalizzazioni inducendo in errore il Comune in ordine all’effettivo svolgimento delle riunioni. In tal modo si sarebbero procurati un ingiusto vantaggio derivante dal versamento del gettone di presenza nel periodo compreso tra novembre e dicembre del 2018.


Le sedute "formali"

Nel corso del monitoraggio avvenuto anche attraverso l’installazione di telecamere a circuito chiuso, gli investigatori avrebbero rilevato «un andirivieni di consiglieri dalle stanze deputate allo svolgimento delle riunioni delle commissioni consiliari, nonché la presenza di alcuni di loro nei corridoi o negli spazi comuni dell’edificio comunale mentre erano in corso le riunioni. In numerosi casi l’ingresso dei consiglieri all’interno delle stanze delle riunioni avveniva solo per pochi minuti sufficienti verosimilmente soltanto a raggiungere il numero legale per la validità della riunione e apporre la firma di presenza sul verbale della seduta».

I reati contestati

Si procede, dunque, per ipotesi di falso in atto pubblico a carico dei verbalizzanti delle singole sedute delle commissioni consiliari. I verbali sono ritenuti incompleti e sommari. E per l’ipotesi di truffa ai danni dello Stato a mezzo di uso di atto falso che sarebbe consistito nell’indebito conseguimento da parte dei consiglieri dei gettoni di presenza nonostante la partecipazione solo formale alle riunioni.

Questa mattina l'avvocato Eugenio Perrone ha chiesto di poter sentire in aula la segretaria generale del Comune di Catanzaro, Vincenzina Sica, e l'ex presidente del Consiglio comunale, Marco Polimeni. Invece l'avvocato Antonio Lomonaco ha sollevato una eccezione di inutilizzabilità di alcuni atti processuali. Il 21 novembre il gup scioglierà la riserva e deciderà anche se ascoltare i due testimoni. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Michele De Cillis, Antonio Lomonaco, Francesco Iacopino, Amedeo Bianco, Saverio Loiero, Valerio Murgano, Eugenio Perrone.

Gli imputati sono:

  1. Agazio Praticò, ex consigliere comunale.
  2. Antonio Mirarchi, ex consigliere comunale.
  3. Antonio Angotti, ex consigliere comunale.
  4. Manuela Costanzo, vicepresidente del Consiglio comunale
  5. Francesca Celi, ex consigliere comunale.
  6. Lorenzo Costa, ex consigliere comunale.
  7. Roberta Gallo, ex consigliere comunale.
  8. Francesco Gironda, ex consigliere comunale.
  9. Luigi Levato, consigliere comunale in carica.
  10. Rosario Mancuso, consigliere comunale in carica.
  11. Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale.
  12. Giuseppe Pisano, ex consigliere comunale.
  13. Cristina Rotundo, ex consigliere comunale.
  14. Giulia Procopi, consigliere comunale in carica.
  15. Fabio Talarico, ex consigliere comunale.
  16. Antonio Ursino, ex consigliere comunale.
  17. Enrico Consolante, ex consigliere comunale.
  18. Fabio Celia, consigliere comunale in carica.

Giornalista
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