Trasporti scolastici

Gli autobus non bastano, studenti lasciati a piedi: a Vibo Marina scoppia la protesta dei genitori

In servizio solo due mezzi delle Ferrovie della Calabria ma il secondo arriva dieci minuti dopo il suono della campanella

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di Cristina Iannuzzi
29 settembre 2021
16:12

Sul piede di guerra i genitori dei pendolari di Vibo Marina. Gli autobus delle Ferrovie della Calabria, che per le misure anticovid prevedono una capienza dell’80%, sembrano non bastare per tutti gli studenti delle scuole superiori. Succede che alla prima fermata delle 6.50 di via delle Industrie, l’autobus raggiunge la capienza massima che è di 36 posti a sedere.  Il secondo autobus messo a disposizione dalle Ferrovie della Calabria, e che transita pochi minuti dopo, fa un percorso diverso con capolinea nei pressi dell’ospedale solo alle 8.10. A campanella già suonata.

Puntualmente in ritardo

L’orario di ingresso a scuola per gli studenti del liceo scientifico Berto e della sezione staccata del liceo Capialbi, ubicato quest’ultimo nella sede dell’Amministrazione provinciale, è infatti alle 8,00. «In appena una settimana di scuola, mio figlio ha accumulato ben 5 giorni di ritardo, per una colpa non addebitabile al ragazzo, ma alla disorganizzazione dei trasporti», chiosa una delle mamme.


Ragazzi lasciati a piedi

Famiglie che dopo avere sottoscritto un abbonamento mensile di 50 euro, si vedono costrette ad  organizzarsi con mezzi propri per accompagnare i ragazzi a Vibo Valentia. «Mio figlio – racconta un’altra mamma – ogni mattina alle ore 6.50 aspetta l’autobus. Ma il più delle volte alla terza fermata di viale delle Industrie, nei pressi  dei carabinieri, passa dritto perché pieno».

«Bisogna aumentare le corse»

Sono centinaia i ragazzi delle frazioni marine che frequentano le scuole superiori a Vibo. «Bisogna aumentare le corse», ribadisce la donna che si domanda «perché il secondo autobus si ferma all’ingresso di Vibo», distante due chilometri dalla scuola: «Perché mio figlio deve arrivare a lezione iniziata?». Una situazione esasperante per i genitori dei tanti ragazzi che invocano un intervento tempestivo da parte delle autorità preposte. «Hanno preteso il rientro in classe al 100% e avrebbero dovuto prevedere anche adeguati mezzi di trasporto. Noi non possiamo sobbarcarci una ulteriore spesa, soprattutto dopo avere pagato l’abbonamento».

Giornalista
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