Medici e infermieri, gli eroi della pandemia ancora senza indennità di rischio

VIDEO | Sono 14 i milioni stanziati dal Governo, non ancora redistribuiti dalla Regione. Il segretario regionale Cisl Fp Luciana Giordano: «I lavoratori meritano il ristoro economico»

di Luana  Costa
25 settembre 2020
15:36

Ancora attendono gli "eroi" del Covid. Medici, infermieri, operatori sociosanitari che nei giorni caldi dell'emergenza trascorrevano ore e ore nelle trincee dei reparti ospedalieri, trasportavano e accudivano pazienti infetti affondando le mani nelle piaghe dolorose dell'epidemia. Il Governo già a marzo con il decreto Cura Italia e successivamente a maggio con il decreto Rilancio aveva destinato risorse a titolo di indennità alle truppe stanziate al fronte; una sorta di ricopensa morale per il rischio cui tutti si erano sottoposti non arretrando all'avanzata del contagio. 

 

14 milioni per gli operatori calabresi

Entrambi i provvedimenti hanno portato in Calabria complessivamente 14 milioni, somme da distribuire una tantum agli operatori impegnati nel servizio sanitario che però ancora attendono il recepimento dell'accordo siglato il 6 luglio scorso con le organizzazioni sindacali. In quella sede i firmatari del documento - il delegato del soggetto attuatore per l'emergenza Covid, Antonio Belcastro, e il capo di gabinetto della presidenza della Regione Calabria, Luciano Vigna, - si impegnavano entro il 30 di luglio a dar seguito all'accordo attraverso l'adozione di una delibera di giunta che avrebbe dato la stura alla distribuzione delle prime somme: 9 milioni e 993mila euro (7.993 euro previsti del decreto Cura Italia più 2 milioni di euro stanziati dalla Regione).

 

Indennità una tantum

Con il documento si stabilivano anche i criteri di riparto delle risorse agli operatori definiti in tre fasce di rischio: rischio alto per il personale impegnate in attività Covid destinatario di un'indennità una tantum di 1.830 euro; rischio medio per il personale non direttamente impegnato in attività Covid a cui doveva essere corrisposta una indennità del valore di 883 euro e, infine, il rischio basso per il restante personale percettore di una indennità di 252 euro. L'accordo si impegnava, infine, a ripartire ulteriori 6 milioni (decreto Rilancio più due milioni reperire dalla Regione) adottando gli stessi criteri non appena fosse completato il trasferimento dei fondi da parte del Governo. 

 

Gli "eroi" aspettano

Per ora però nè il primo nè il secondo stanziamento è divenuto oggetto di delibera regionale; nè gli operatori hanno ancora ricevuto un centesimo per le attività svolte durante l'epidemia di Covid.

«Il Governo per remunerare il sacrificio, l'impegno, la capacità dei nostri operatori sanitari ha stanziato 14 milioni di euro - ha spiegato Luciana Giordano, segretario Cisl Fp Calabria -. Somme che spettano ai lavoratori, i quali meritano questo ristoro economico così come avvenuto per i colleghi delle altre regioni d'Italia. Gli operatori del servizio sanitario calabrese hanno lavorato in condizioni straordinarie. Durante la trattativa abbiamo scelto di remunerare indistintamente e indipendentemente dalla qualifica tutto il personale che quotidianamente ha esposto la sua salute e la sua vita al rischio contagio nei reparti di terapia intensiva, sulle ambulanze e nelle sale mortuarie. Sono lavoratori che meritano rispetto» - ha concluso la sindacalista che ha inoltre invitato la presidente della Regione Jole Santelli, ad adottare tempestivamente la delibera di giunta di ratifica dell'accordo sindacale.

Giornalista
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