Omofobia

Gli incendiano l’auto perché gay: la denuncia di un ragazzo calabrese sui social

Il giovane originario di Cutro convive con il suo compagno a Manfredonia e la loro vettura è andata in fiamme. Si sospetta che l'origine sia dolosa e di natura omofoba

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di Francesca Caiazzo
22 settembre 2021
13:10
L’auto incendiata. Nel riquadro, i due ragazzi obiettivo di insulti omofobi
L’auto incendiata. Nel riquadro, i due ragazzi obiettivo di insulti omofobi

Massimo e Cosmo convivono da circa due anni. Il primo ha 33 anni ed è di Cutro, il compagno è un 25enne pugliese. Entrambi lavorano come baristi. I due si amano e hanno preso una casa insieme a Manfredonia, dove hanno accolto anche i loro due amati cani. La notte tra lunedì e martedì scorsi, difficilmente la dimenticheranno: «Un rumore assordante ci sveglia improvvisamente. È la nostra macchina che va in fiamme» denuncia il giovane calabrese in un post su Facebook.

Quella vettura, non era solo un mezzo di trasporto per la coppia: «Sacrifici e affetti distrutti in pochi minuti» scrive ancora Massimo sui social, pubblicando le foto dell’auto in fiamme. «Molto probabilmente si tratta di un reato doloso» aggiunge ancora, non nascondendo di nutrire un atroce sospetto: potrebbe trattarsi di un gesto omofobo per colpire lui e il suo ragazzo, dichiaratamente omosessuali.


«Episodi ne sono successi in questi mesi ma niente di grave. Uno tra tanti, una foto di coppia stampata e messa sul parabrezza con i volti cancellati e con la scritta "GHAY DI ME**A"» si legge ancora nel post di Massimo, che ammette di sentirsi confuso.

I due ragazzi sono amareggiati e delusi: «Del male non ne abbiamo fatto a nessuno. Mai una parola di troppo, mai situazioni che hanno creato problemi o disagi ad altre persone. Abbiamo sempre fatto del bene e nonostante le tante porte sbattute in faccia non abbiamo mai mollato. Siamo umili e forti. Condanniamo questo vile episodio e purtroppo per voi, noi non molliamo, andiamo avanti a testa alta per la nostra strada».

C’è poi il non trascurabile danno economico: «Ci hanno toccato nel profondo perché la macchina è l'unico mezzo per portare avanti i nostri progetti, il lavoro e di conseguenza il mutuo. Lavoriamo entrambi a 15km di distanza da casa e senza un mezzo proprio è impossibile andare avanti».

Proprio per questo, la coppia ha lanciato anche una raccolta fondi on line: «Chiediamo una piccola mano. Vorremmo semplicemente tornare a vivere. Nonostante tutto».

Giornalista
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