Il caso

Gli incentivi di 100 euro ai medici calabresi è un miraggio, la legge rischia la bocciatura

Già prima della sua approvazione in Consiglio regionale, l'ufficio legale di Palazzo Campanella aveva espresso un parere negativo. La norma è incostituzionale perché interferisce con i poteri del commissario ad acta

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di Luana  Costa
22 ottobre 2022
08:00

Aveva destato più di una perplessità già nella fase propedeutica alla sua approvazione, la proposta di legge poi licenziata ieri dal Consiglio regionale che detta disposizioni straordinarie per assicurare i livelli essenziali di assistenza nel sistema sanitario.

La manovra d'autunno

La misura anticipata dal presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, fa parte della battezzata manovra d’autunno, destinata - nelle intenzioni - a rimpolpare gli asfittici organici degli ospedali calabresi fornendo, inoltre, nuovi strumenti e incentivi per convincere i camici bianchi a prestare servizio anche nei reparti più problematici e per questa ragione rimasti sguarniti di personale: pronto soccorso, anestesia e rianimazione.


100 euro all'ora 

La legge che ha passato il vaglio dell’assemblea regionale consentirà alle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi di elargire prestazioni aggiuntive per un valore di 100 euro all’ora ai medici già dipendenti del servizio sanitario.

Simili previsioni sono concesse anche ai medici in formazione, ossia agli specializzandi. E, tuttavia, resta tutt’altro che pacifica la legittimità della norma che potrebbe essere facilmente impugnata dal Governo poiché interferisce con i poteri attribuiti al commissario ad acta.

Profili di incostituzionalità

Come noto, la Calabria da anni è sottoposta a piano di rientro e commissariamento. La Regione e, di conseguenza, il Consiglio regionale sono di fatto esautorati dal legiferare in materia sanitaria e tutte queste riserve erano state già sollevate per tempo dall’ufficio legale di Palazzo Campanella, ben prima della sua definitiva approvazione. In una nota fitta di argomentazioni, il dirigente del settore Assistenza giuridica esprimeva un sostanziale parere negativo, nei fatti ignorato.

Impugnativa dietro l'angolo

In primo luogo, mettendo in guardia da una possibile - e più che legittima – impugnativa da parte del Governo in considerazione del fatto che solo il commissario ad acta è autorizzato ad adottare interventi in materia di erogazione dei livelli essenziali di assistenza. In estrema sintesi, solo Roberto Occhiuto avrebbe potuto attuare simili misure ma nella sua funzione di commissario ad acta, e quindi con decreto. Ciò che è avvenuto rischia di interferire anche con il monitoraggio del tavolo di verifica interministeriale e potrebbe causare la dichiarazione di illegittimità della norma.

Contrasti con il Ccnl

Tutto è scritto nero su bianco nella nota che però non si limita a mettere in dubbio la legittimità della legge regionale ma a sollevare serie perplessità anche in ordine all’applicazione della tariffa oraria. Disporre autonomamente l’entità degli importi che le aziende del servizio sanitario dovranno liquidare ai medici pone la legge in contrasto con il contratto collettivo nazionale che regola, appunto, la materia ma in maniera uniforme per tutta Italia e fissa il valore degli emolumenti per tutto il settore.

Giornalista
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