Green pass: da Trieste a Genova portuali contro l’obbligo, preoccupa anche Gioia Tauro

L’allarme del segretario regionale della Filt Cgil Salvatore Larocca: «Tra i 1350 dipendenti della Mct ci potrebbe essere una percentuale significativa di lavoratori sprovvisti della certificazione» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Redazione
13 ottobre 2021
13:26
Il porto di Gioia Tauro
Il porto di Gioia Tauro

«L'unica apertura che possono avere nei nostri confronti è togliere il Green pass. Il blocco di venerdì è confermato, oggi ci saranno sorprese perché non si fermerà solo il porto di Trieste. Anche quello di Genova? Non mi fermerei a quello di Genova, quasi tutti i porti si fermeranno. Stasera ne avremo conferma». Sono le parole del portavoce dei portuali di Trieste, Stefano Puzzer, che all'Huffington Post ha annunciato il blocco in vista dell'entrata in vigore dell'obbligo del Green pass per l'accesso al lavoro, prevista venerdì.

Green pass, la circolare del Viminale

Una circolare del Viminale nei giorni scorsi raccomandava alle imprese «di mettere a disposizione del personale sprovvisto di green pass test molecolari o antigenici rapidi gratuiti» Poi precisa che gli operatori economici «potranno valutare». Le società di gestione al Porto di Palermo fa sapere però che non si faranno carico dei tamponi ai portuali.


La situazione a Gioia Tauro: la circolare di Mct

È arrivata oggi da parte della Mct, società che gestisce il terminal portuale di Gioia Tauro, ai 1.350 dipendenti l'informativa riguardante l'obbligo di esibire il Green Pass dal 15 ottobre per l'accesso allo scalo. Il responsabile del personale riassume le disposizioni previste dal decreto legge in materia emanato dal governo il 21 settembre scorso. I lavoratori non in possesso della certificazione dovranno comunicare la loro situazione all'azienda e, qualora si presentino al lavoro senza la certificazione, saranno considerati assenti ingiustificati. Rischiano la sospensione del trattamento retributivo fino a quando non si doteranno del certificato e, comunque, fino al termine dell'emergenza fissata per il 31 dicembre, ma non di perdere il posto di lavoro.

Nel caso in cui, invece, il lavoratore si presentasse in servizio in violazione degli obblighi, sarà allontanato incorrendo nella sanzioni previste dal decreto legge oltre che in quelle previste dal contratto e applicate dall'azienda. Le verifiche, comunica la Mct, saranno effettuate quotidianamente, anche a campione, al momento dell'accesso ai luoghi di lavoro. L'azienda invita i dipendenti a comunicare per tempo l'eventuale mancanza del certificato verde al fine di "mitigare le criticità organizzative" e per sostituire il personale inidoneo per mancanza di certificazione. Al momento la comunicazione non avrebbe suscitato proteste e la situazione appare tranquilla.

Secondo le stesse fonti, però, considerato che l'obbligo scatterà tra pochi giorni, non è da escludere che nelle prossime ore l'applicazione della normativa possa suscitare reazioni da parte delle maestranze. «Il problema - spiega Salvatore Larocca, segretario regionale della Filt Cgil - si porrà soprattutto per i dipendenti della Mct, che sono 1.350, fra i quali ci potrebbe essere una percentuale significativa di lavoratori sprovvisti della certificazione, mentre non ci dovrebbero essere problemi per gli operatori esterni trattandosi di realtà con poche decine di occupati. Noi abbiamo chiesto alla Mct un incontro ma l'azienda ha risposto che si atterrà alle disposizioni del decreto, iniziando con i controlli dal 15».

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