Sanita’

Il commissario di Azienda zero: «La Calabria ha fatto i conti con il passato ripianando il disavanzo»

VIDEO | Giuseppe Profiti a margine di una iniziativa di Aned ha anticipato anche la manovra d'autunno sul personale: «Un pacchetto che consenta di superare il gap di organico». E sul debito: «Il sospetto è che non sia così come è stato narrato» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Luana  Costa
27 settembre 2022
11:31

«Si tratta di mettere un punto a un certo tipo di commissariamento e consentire di ricostruire. Il commissariamento nasce per il disavanzo, un disavanzo che ormai da due anni non c'è più». Lo ha detto il commissario di Azienda Zero, Giuseppe Profiti, che questa mattina ha partecipato ad una iniziativa organizzata da Aned dal titolo "Pandemie e futuro del sistema sanitario nazionale" a cui ha preso parte anche il direttore dell'Istituto Mario Negri, Giuseppe Remuzzi oltre che il presidente nazionale di Aned Pino Vanacore. L'evento è stato moderato da Pasquale Scarmozzino. 

I conti con il passato

Il commissario di Azienda Zero, a margine dell'iniziativa, ha fatto il punto sui progressi del sistema sanitario regionale: «Più volte ho precisato che dieci anni di commissariamento sono qualcosa di innaturale, avrebbero annichilito qualsiasi sistema sanitario. A maggior ragione uno tra i meno robusti d'Italia. La Calabria ha fatto i conti con il passato, ha ripianato i disavanzi e adesso ha un avanzo nel 2021. A questo punto si tratta di decidere come impiegarlo per restituire quei servizi sanitari ai calabresi che ne sono stati privati nel corso di questi anni» - ha aggiunto il professionista.


Solo desideri?

Ma sul versante della ricognizione del debito pregresso Giuseppe Profiti si mostra prudente. Nelle scorse settimane il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, aveva dichiarato come a fine anno sarebbe emersa una realtà diversa da quella finora conosciuta: «Il sospetto che hanno gli addetti ai lavori è che in realtà questo gigantesco debito noi sia poi così come è stato narrato - ha confermato Profiti - ma possa essere ben diverso. Non so fino a che punto siano sospetti e valutazioni tecniche e fino a che punto siano desideri, perchè questo significherebbe liberare tante risorse per il sistema. Anche in questo caso aspettiamo ancora qualche mese».

Il punto su Azienda zero

Più ottimista invece si è mostrato sulla effettiva costituzione di Azienda Zero: «La realtà è Azienda Zero - ha rimarcato - un'azienda per il governo della sanità. Ci siamo dati un obiettivo, di essere operativi al primo di gennaio del 2023. D'altra parte è vero che la legge è del 2021 ma siamo nati e abbiamo preso forma solo qualche mese fa. Quindi ancora un po' di pazienza, si è aspettato dieci anni per dotarsi di uno strumento che altre regioni hanno già e che attraverso il quale gestiscono il servizio sanitario. Questione di pochi mesi per nascere e nascere bene».

Pacchetto d'autunno per le assunzioni

Sulla carenza di personale poi Giuseppe Profiti ha precisato che «ci sarà un pacchetto che costituirà la manovra d'autunno. L'autunno è iniziato da poco e nella prima decade di ottobre credo che si possa dare al presidente la possibiltà di presentare un pacchetto organico di misure che comprenda anche in questo caso i medici cubani all'interno di una manovra un po' più complessiva fatta di interventi strutturali e destinati a risolvere i problemi anche nel medio e lungo periodo. Quindi, concorsi a tempo indeterminato, stabilizzazioni e misure estemporanee che ci devono consentire di far fronte a situazioni contigenti in Calabria come nel resto d'Italia legate all'improvvisa carenza di medici di cui ci siano accorti nel post covid».

Integrazione Pugliese-Mater Domini

Infine, sulla integrazione delle due aziende catanzaresi, il Pugliese Ciaccio e il Mater Domini ha precisato: «È uno dei punti cardine non solo per Catanzaro ma per l'intera area centrale della Calabria e per l'intero sistema sanitario regionale. Un'azienda ospedaliera integrata su un bacino d'utenza ampio sia quello di riferimento sia quello della regione per le alte specialità che rende necessaria la fusione. È un punto di partenza strategico su cui ricominciare a costruire questo grande hub regionale. Noi a livello tecnico, e non istituzionale, stiamo lavorando come se. Stiamo disegnando il futuro della Calabria come se questa azienda a breve fosse una realtà operativa. La Calabria ne ha bisogno e nel sistema sanitario futuro c'è».

Giornalista
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