Il Csm condanna Cisterna: ebbe contatti con il figlio del boss, e non ne parlò con Grasso (VIDEO)

Il Csm ha condannato alla sanzione della censura l’ex viceprocuratore nazionale antimafia Alberto Cisterna, reo di non aver riferito al suo superiore, l’allora procuratore nazionale Piero Grasso, i contatti avuti con il figlio di Lo Giudice.

13 marzo 2015
11:02

L’accusa contro Cisterna è quella di aver violato le norme di legge, e quelle organizzative, non mettendo al corrente il suo superiore, Piero Grasso, dei contatti intercorsi per lungo tempo con uno dei figli del boss di ‘ndrangheta Giuseppe Lo Giudice. Cisterna era stato accusato da Antonino Lo Giudice di aver preso soldi della famiglia per favorire la scarcerazione di un altro fratello, Maurizio. Da qui era scaturito un procedimento penale, che ha fatto partire anche la vicenda disciplinare. Il procedimento penale è finito nel nulla, con Cisterna prosciolto e il Lo Giudice che ha ritrattato le accuse. Ora la condanna disciplinare del Csm, che ha accolto in toto la richiesta della procura generale della Cassazione, e ha confermato il trasferimento di Cisterna al Tribunale di Tivoli.  

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