Lo scontro

Il Csm: «No al trasferimento dei pm Cozzolino e Manzini». Ma gli atti arrivano al ministro Cartabia

La prima commissione non ritiene che vi siano i presupposti per trasferire i due magistrati, ma intende trasmettere il fascicolo al titolare del dicastero della Giustizia e al procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi per le valutazioni del caso

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di Antonio Alizzi
9 aprile 2022
09:07

Dello scontro tra i pm Giuseppe Cozzolino, in servizio attualmente presso la procura di Cosenza, e dell'ex procuratore aggiunto del capoluogo di provincia, Marisa Manzini, ora alla procura generale di Catanzaro, ce n'eravamo occupati già in un altro servizio, allorquando il Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, doveva scegliere chi nominare alla procura di Castrovillari, quale sostituto di Eugenio Facciolla. La spuntò Alessandro D'Alessio, all'epoca pm antimafia della procura di Napoli, "grazie" all'esposto del magistrato Cozzolino contro il suo superiore che ne aveva decretato la recessività, in termini di comparazione, rispetto al collega campano.

Caso Cozzolino-Manzini: atti verso la sezione disciplinare

Ora la questione è totalmente diversa rispetto a qualche mese fa, perché la prima commissione di Palazzo dei Marescialli, recependo le note inviate dalla procura generale di Salerno e dalla procura ordinaria medesima, ha analizzato se vi fossero gli estremi per il trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale e/o funzionale dei due magistrati, concludendo con una richiesta di archiviazione, per i motivi che esporremo da qui a poco. Tuttavia, nella parte finale della delibera, i consiglieri laici e togati della prima commissione hanno ritenuto di inviare gli atti alla sezione disciplinare, valutando il da farsi. Ricordiamo che i titolari dell'azione disciplinare sono il ministro della Giustizia Marta Cartabia e il procuratore generale presso la Corte di Cassazione Giovanni Salvi.


Quella conversazione registrata dal senatore Nicola Morra

La diatriba tra i pm Cozzolino e Manzini inizia quando il senatore Nicola Morra, ex M5S, e attuale presidente della commissione antimafia, registra una conversazione a casa sua, alla quale partecipa anche l'ex capo segreteria dell'allora sindaco di Cosenza, Mario OcchiutoGiuseppe Cirò, secondo quanto si legge nel documento del Csm, accusava Cozzolino di avere rapporti stretti con Carmine Potestio e con il primo cittadino bruzio. Una vicenda che ha avuto anche uno sfogo penale, con un'archiviazione netta da parte della procura di Salerno per insufficienza di prove.

La fotografia della discordia

Da qui era nata la decisione di Marisa Manzini di co-assegnarsi o in alcuni casi di auto-assegnarsi fascicoli d'indagine del collega Cozzolino. Un modus operandi che il Csm aveva già bacchettato in occasione del Plenum per l'incarico di procuratore capo di Castrovillari, ad eccezione del consigliere togato Nino Di Matteo, che aveva evidenziato i fatti per i quali Cozzolino era finito davanti ai pm di Salerno. Tutto era partito dalla pubblicazione di una fotografia, mentre il pm di Cosenza era a cena con l'allora presidente del Consiglio Comunale di Cosenza, Pierluigi Caputo e l'ex capo di gabinetto del sindaco, Carmine Potestio, con il quale era stato intercettato nel 2015 dalla Dda di Catanzaro. Telefonate ascoltate anche mentre il pm interloquiva con un avvocato di Cosenza.

Le valutazioni del Csm su Marisa Manzini

«Esaminando le condotte singolarmente va rilevato che certamente esula dalle competenze della Prima Commissione la valutazione sul corretto esercizio da parte della dott.ssa Manzini delle funzioni semi direttive di Procuratore Aggiunto della Repubblica di Cosenza» si legge nella delibera.

«Rientra, poi, nell’alveo di eventuali responsabilità di carattere disciplinare l’asserito “rapporto privilegiato” tra un Senatore della Repubblica e un Procuratore Aggiunto, nonché le modalità attraverso le quali il primo veicolava notizie di reato e la seconda le riceveva, non essendo emersi elementi tali da far ipotizzare che tali fatti unitamente ai rapporti di frequentazione culminati con il collocamento fuori ruolo della dott.ssa Manzini, abbiano in alcuna misura compromesso localmente l’immagine di imparzialità del magistrato o che abbiano determinato una situazione di frizione con gli altri sostituti procuratori».

«Al riguardo, non può sottacersi che lo stesso Procuratore della Repubblica ha affermato di essere sempre stato messo a conoscenza delle decisioni assunte dalla dott.ssa Manzini e che, alcune delle condotte indicate dal dott. Cozzolino come penalmente rilevanti erano, invece, state dettate da lacune del precedente progetto organizzativo».

La posizione del pm Giuseppe Cozzolino

«Quanto, poi, alla posizione del dott. Cozzolino va osservato che i fatti che possono assumere rilievo ai fini della Commissione (i rapporti con Potestio, la cena avvenuta con soggetti all’epoca indagati; il tutto in considerazione dell’assegnazione del dottor Cozzolino al gruppo reati contro la pubblica amministrazione), appresi dalla Prima Commissione solo nel gennaio 2021, sono avvenuti negli anni 2015-2017 e, pertanto, allo stato sono privi del requisito della attualità che concorre alla formazione della incompatibilità ambientale; le audizioni svolte hanno escluso infatti il perdurare di rapporti di questo tipo».

«Tale condotte, però, che appaiono delineare dei rapporti suscettibili di essere valutati come “disinvolti” in quanto inseriti in un contesto di reciproci scambi di favori con una persona che all’epoca dei fatti rivestiva un ruolo politico nella città di Cosenza e iscritto nel registro degli indagati da parte del medesimo Ufficio, potranno essere oggetto di analisi da parte dei titolari dell'azione disciplinare, ben potendo essere rilevanti sotto il diverso profilo disciplinare».

No al trasferimento del pm Cozzolino

«Deve, al riguardo, evidenziarsi ai fini dell’esclusione dell’esistenza dei presupposti per procedere ad un trasferimento di ufficio che l’istruttoria svolta ha escluso ricadute attuali della vicenda in termini di funzionamento dell’ufficio. Dalle audizioni svolte dalla Prima Commissione, sono emerse delle circostanze che denotano la commissione di comportamenti quanto meno inopportuni e una organizzazione dell’ufficio particolarmente incentrata sul rapporto personale Procuratore - Sostituto, non si rileva, nell’attualità, una disfunzionalità riferibile alla presenza del dottor Cozzolino nell’ufficio. Quanto ai dissidi con la dott.ssa Manzini, che hanno indotto Cozzolino a presentare nei confronti della stessa diverse denunce, l’avvenuto trasferimento della dott.ssa Manzini elimina possibili criticità». La pratica, il cui relatore è il consigliere togato Celentano, sarà discussa (salvo rinvii) il prossimo 13 aprile 2022. La palla, come sempre, passa al Plenum del Csm.

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