IL PRESUNTO BOSS DELLA 'NDRANGHETA VINCENZO LOIELO TORNA IN LIBERTA'

Il presunto capocosca della mafia dell'Ariola era in carcere dal 1991

15 luglio 2014
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VIBO VALENTIA - La Corte d'Assise d'Appello ha deciso. Per il presunto boss Vincenzo Loielo, si aprono i cancelli del carcere. Il 67enne accusato di essere il capo dell'omonima cosca di Gerocarne, attiva nelle preserre vibonesi, era detenuto dal 1991.  Condannato in via definitiva a 22 e 18 anni di reclusione per i sequestri degli imprenditori Paolo Giorgetti (di Meda, in provincia di Milano) e Cataldo Albanese (originario di Massafra, nel Tarantino), rapiti rispettivamente nel 1978 e nel 1989,  Loielo, a conclusione del processo "Luce nei boschi" a carico della cosiddetta "Mafia di Ariola", era stato assolto per i reati di estorsione e duplice omicidio. I giudici di Catanzaro ne hanno decretato la scarcerazione in accoglimento dell'istanza presentata dall'avvocato Francesco Sabatino, motivata con la venuta meno delle esigenze cautelari. 

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