L’inchiesta

Il promoter Senese ai domiciliari per bancarotta: «Società come scatole cinesi e un buco da 1,5 mln di euro»

Il gip descrive l'organizzatore di eventi come il deus ex machina di tutte le operazioni contabili. Per la Gdf denaro spostato dai conti correnti per sfuggire ai creditori (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Luana  Costa
12 gennaio 2022
14:38
Nel riquadro Maurizio Senese
Nel riquadro Maurizio Senese

Società svuotate e somme distratte. L'accusa nei confronti dell'organizzatore di eventi Maurizio Senese e dei due suoi figli è di bancarotta. Sono quattro le società finite infatti nel mirino del Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro che questa mattina è eseguito su disposizione della Procura di Catanzaro una ordinanza nei confronti dei tre indagati.

La Esse Emme avviata nel 2000 e dichiarata fallita nel 2017, la Esse Emme Musica avviata nel 2008 e dichiarata fallita nel 2019, la Esse Emme Music Group avviata nel 2016 e dichiarata fallita nel 2019 e infine la più recente: la Ticket Service. Secondo l'ipotesi della Procura l'imprenditore avrebbe sottratto o dissipato il denaro riconducibile alle tre società con lo scopo di procurare a sè o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizio ai creditori. I conti correnti sarebbero stati infatti svuotati e spostati su quelli delle nuove società, una «operazione - scrive il gip - effettuata in assenza di alcuna giusitificazione di natura economica aziendale». 


In tal modo avrebbero creato un buco pari a un milione e mezzo di euro, è questa la somma dei crediti ammessi alle procedure per il successivo fallimento delle tre società: la Esse Emme avrebbe infatti prodotto un passivo di 744mila euro, 516mila euro invece la Esse Emme Music e infine 223mila euro la Esse Emme Music Group. Per questi fallimenti la Procura di Catanzaro ha contestato all'imprenditore una distrazione di fondi pari a 642mila euro. Trentamila riconducibili alla Esse Emme, 360mila riconducibili alla Esse Emme Musica e infine 252mila riconducibili alla Esse Emme Music Group.

Secondo il gip del Tribunale di Catanzaro, Chiara Esposito, era Maurizio Senese il deus ex machina di tutte le operazioni «atteso che lo stesso aveva continuato ad esporre il proprio nome sui manifesti degli eventi organizzati dalla società di cui erano legali rappresentanti i figli ed aveva partecipato a tutti gli incontri per l'organizzazione degli eventi». Una circostanza che ha consentito al Gip di escludere il reato di associazione a delinquere e di disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari per Maurizio Senese mentre ai due figli - Edi e Andrea - la misura interdittiva di non esercitare uffici direttivi per un anno.

«Maurizio Senese ha dato prova di forte capacità di prosecuzione nella condotta delittuosa - annota il gip - avendo continuato a agestire di fatto le società di cui erano rappresentanti i figli anche dopo il fallimento della propria ditta individuale (Esse Emme ndr) ed avendo così posto n essere una serie di condotte distrattive nell'ambito delle diverse compagini. Tale elemento connota di particolare concretezza e attualità il rischio di ricaduta criminosa». 

Giornalista
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