Botta e risposta

Il sub commissario Esposito replica: «La sanità in Calabria ha cambiato registro»

Passate in rassegna le programmazioni sanitarie e gli ultimi passi compiuti. Ma nel verbale dell'ultimo tavolo di verifica degli adempimenti sono contenute le censure

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10 agosto 2022
16:33
Il sub commissario, Ernesto Esposito
Il sub commissario, Ernesto Esposito

«La Regione Calabria ha un piano Covid, frutto del lavoro messo in campo dalla struttura commissariale in questi mesi. Il piano è stato regolarmente inviato al ministero della Salute, e da gennaio abbiamo rinnovato il comitato tecnico proprio per lavorare con i ministeri competenti al fine di limare e migliorare il documento». È quanto si legge in una nota divulgata dal sub commissario, Ernesto Esposito, per replicare al nostro articolo Piano Covid in Calabria non ancora pervenuto dopo due anni di pandemia

«In questa fase sta proseguendo, invece, un’opera di monitoraggio – prosegue Esposito nel comunicato - sui presidi ospedalieri e sulle strutture sanitarie per verificare sul campo l’applicazione delle linee guida impartite alle aziende sanitarie provinciali e alle aziende ospedaliere».


«Per quanto riguarda il PanFlu – scrive il sub commissario - lo scorso mese di febbraio è stato approvato un dca del commissario ad acta e presidente della Regione, Roberto Occhiuto, redatto con estrema attenzione, secondo le indicazioni ministeriali arrivate: il piano regionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale 2021-2023 è, dunque, condiviso con i tavoli nazionali e pienamente operativo».

Ernesto Esposito specifica che «in questi mesi, inoltre, la Regione si è mossa per acquistare sul sistema Mepa una piattaforma informatica unica per gestire tutti i dati che arrivano dalle aziende sanitarie provinciali e dalle aziende ospedaliere e che riguardano le liste d’attesa. I numeri sono stati aggiornati, ed in questo momento dal ministero della Salute possono in qualsiasi momento controllare lo stato dell’arte delle liste d’attesa in Calabria, così come capita per altre Regioni».

«Per recuperare alcuni ritardi – si precisa ancora - si sta procedendo con l’assunzione di specialisti ambulatoriali, e tutti i commissari delle aziende sanitarie e ospedaliere hanno avuto da questa struttura commissariale precisi obiettivi per incrementare le prestazioni specialistiche».

«Il piano di rientro, infine, è stato regolarmente presentato al ministero in preventiva autorizzazione. Gli uffici ministeriali hanno poi formulato delle linee di indirizzo per la formulazione dei piani di rientro, linee guida che la Regione sta seguendo per adeguare il proprio piano ai nuovi schemi. Da nove mesi a questa parte la sanità in Calabria ha cambiato paradigma, a Roma se ne sono accorti e in più occasioni hanno manifestato apprezzamento per ciò che stiamo facendo. Il nostro obiettivo non è promettere miracoli, ma risolvere passo passo le problematicità passate e presenti.

Lo stiamo facendo in modo determinato e rigoroso, grazie ad un fruttuoso lavoro di squadra e grazie ad una costante interlocuzione con i Ministeri competenti. Tutte le Regioni - anche quelle con una sanità davvero all’avanguardia e quindi non in Piani di rientro - ricevono dal Ministero della Salute consigli, precetti, inviti più o meno espliciti. La Calabria da qualche tempo ne riceve di meno, ed anzi ha visto sbloccate ulteriori risorse, pari a circa 90 milioni di euro, da investire nel proprio sistema sanitario. Un risultato che solo un anno fa sembrava irraggiungibile per una realtà come la nostra».

La nostra controreplica

Fin qui la nota diramata dal sub commissario, Ernesto Esposito. Di seguito si riportano pedissequamente alcuni stralci dell’ultimo verbale di verifica del piano di rientro sanitario calabrese tenuto in due sedute il 26 aprile e il 18 maggio scorso.

In riferimento al programma operativo per la gestione dell’emergenza covid nel verbale si legge testualmente: «Non risulta pervenuto il DCA di adozione del Programma Operativo per la gestione della emergenza Covid-19 con il recepimento delle osservazioni e integrazioni richieste dai Tavoli nel parere prot. 179P del 13/10/2021».

In riferimento al piano strategico operativo nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale, PanFlu 2021-2023 nel verbale si legge: «Con il DCA n. 12 del 25/02/2022 (prot. 22/2022 del 25/02/2022), il Commissario ad acta approva il Piano regionale di preparazione e risposta alla pandemia influenzale (PanFlu 2021-2023). Nel merito si rileva che il documento risulta ancora carente della mappatura dei servizi sanitari, parte integrante del Piano pandemico regionale ai sensi del Panflu nazionale, già richiesta nel documento analisi preliminare delle azioni essenziali PanFlu 2021-2023, trasmesso alla regione Calabria, con mail del 3/02/2022 della Direzione generale della Prevenzione del Ministero della salute. Tavolo e Comitato restano in attesa della documentazione richiesta. Restano, altresì, in attesa di aggiornamenti sulle attività poste in attuazione del Piano regionale».

Infine, per quel che riguarda il piano di recupero delle liste d’attesa di seguito si riporta quanto scritto nel verbale: «La struttura commissariale ha trasmesso il DCA n. 13 del 25/02/2022 (prot. 23/2022), successivamente integrata con prot. 45/2022 del 18/03/2022, a seguito delle richieste di integrazioni trasmesse con prot. 5043 DGPROGS-MDS-P del 2/03/2022 e con prot. 6062 DGPROGS-MDS-P del 15/03/2022. Il Piano non è strutturato per fasi di intervento; il recupero delle prestazioni individuate come prioritarie non è pianificato nella prima fase come richiesto. Per quanto riguarda la quantificazione dei fabbisogni e la definizione dei piani di recupero nel 2022, le stime delle prestazioni da recuperare e delle prestazioni recuperabili per ricoveri e prestazioni ambulatoriali non hanno seguito i criteri contenuti nelle linee di indirizzo ministeriali (dati estratti dalle liste di attesa all’1/01/2022), ma si sono basate sui differenziali 2019-2020 poiché la regione non è dotata di un sistema informativo unico regionale per la gestione ed il monitoraggio delle liste d'attesa. Il cronoprogramma inserito nel Piano è complessivo, senza distinzione tra le tre linee di intervento».

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