Calabria in fiamme

Incendi, politica e associazioni chiedono lo stato di calamità. Bruni: «Il Governo ci aiuti»

Cordoglio per le due vittime del Reggino e preoccupazione per quanto sta accadendo in queste ore. Confagricoltura: «Un'emergenza non solo paesaggistica, ma anche economica»

6 agosto 2021
20:26

«Non è possibile assistere impotenti a quello che sta accadendo in queste ore. Gli incendi devastano e bruciano la Calabria, provocando vittime innocenti. Occorre pensare per tempo a piani seri per la Protezione civile. Provo rabbia, dolore e cordoglio. Il Governo deve darci tutto l'aiuto possibile». Lo afferma, in una dichiarazione, Amalia Bruni, candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Calabria.

Il Pd

E sui roghi che in queste ore stanno mettendo a dura prova la nostra regione è intervenuto anche il Pd calabrese che, in una nota, chiede lo stato di emergenza. «La situazione calabrese sul fronte degli incendi è ormai diventata drammatica. La morte di due agricoltori dell'area grecanica reggina ci lascia sgomenti e rafforza la nostra convinzione rispetto alla necessità che venga dichiarato lo stato di emergenza, anche facendo seguito alla formale richiesta prodotta oggi dal sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà. Sollecitiamo nuovamente la Regione Calabria, a cui chiederemo conto ad emergenza finita della mancata azione preventiva, a non perdere ulteriore tempo e fare in modo che la Calabria possa garantire ogni possibile sostegno a chi è stato colpito da quella che si delinea come una vera e propria catastrofe ambientale e paesaggistica. Lo stato di emergenza va chiesto subito!».


Confagricoltura

A chiedere lo stato di calamità è anche Confagricoltura Calabria: «Gli incendi che stanno devastando l'intera Calabria – dichiara il presidente Alberto Statti – tracciano un quadro complessivo che di giorno in giorno peggiora. E che diviene ora drammatico a seguito anche della morte dei due agricoltori deceduti nel Reggino proprio nel tentativo di spegnere le fiamme che stavano interessando il loro podere». Dopo aver espresso il cordoglio per le due vittime, Statti commenta: «Difficile ancora fare una prima conta dei danni per l'agricoltura, ma di certo il colpo inferto al settore primario è già pesantissimo. Soprattutto per quelle aree interne che per le loro caratteristiche maggiormente sono esposte al drammatico fenomeno degli incendi. Si tratta di coltivazioni realizzate a terrazzamento su colline o poste su altopiani calabresi che sono letteralmente assediate quotidianamente dalle fiamme e che per questo rischiano di scomparire».

«Occorre maggiore vigore - dice ancora il presidente di Confagricoltura Calabria - nell'affrontare quella che si sta rivelando una vera e propria emergenza non solo paesaggistica, ma anche economica per il nostro territorio, con ricadute pesanti sui livelli di occupazione calabrese. Chiediamo fin da subito alla Regione di attivare l'iter per dichiarare lo stato di calamità naturale, sulla falsariga di quanto già previsto per la Sardegna, per sostenere quanti hanno già subito ingenti danni dai roghi divampati in Calabria e per aiutare il comparto agricolo, già duramente colpito da altri fenomeni naturali che si sono succeduti nei mesi scorsi e dalla crisi economica generata a seguito della pandemia. È necessario però, in prospettiva, disegnare una strategia più incisiva di prevenzione e di contrasto al fenomeno degli incendi che ogni anno flagellano la nostra regione».

La senatrice Abate

Cordoglio per le vittime anche da parte della senatrice del Gruppo misto Rosa Silvana Abate: «Ho appreso con immenso dispiacere della notizia delle due persone decedute nel Comune di San Lorenzo, nell'area del Parco nazionale dell'Aspromonte, interessato da un incendio di vaste dimensioni, colte dalle fiamme mentre cercavano invano di salvare il proprio uliveto frutto di tante fatiche. Oltre alle vite umane, la Calabria piange anche ettari di prezioso bosco andati in fiamme, aziende agricole distrutte, capi di bestiame e fauna selvatica carbonizzati, danni ad edifici pubblici e abitazioni civili: un inferno!».

«Tante sono le zone assediate dalle fiamme - aggiunge - che ci stanno facendo passare vere ore di terrore. Ne è un chiaro esempio la situazione che sta vivendo la popolazione di Acri e d'intorni a causa delle fiamme che stanno devastando tutto e che questa notte sono persino entrate nella città. Rivolgo un sentito ringraziamento a quanti stanno mettendo la propria vita a rischio per arginare il fuoco e mettere in sicurezza persone ed edifici cercando di limitare i danni: vigili del fuoco, forze dell'ordine, Protezione civile e Calabria verde. Alle popolazioni interessate e ai sindaci esprimo ancora una volta la mia vicinanza».

Infine, anche la senatrice chiede lo stato di calamità: «È mia intenzione aprire un dibattito-confronto in merito perché se qualche errore è stato commesso il prezzo che stiamo pagando è troppo alto. Contestualmente chiedo alla Regione Calabria di dichiarare lo stato di calamità affinché chi ha perso tutto venga sostenuto ed aiutato dallo Stato e dalle istituzioni competenti».

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