Inchiesta Coopservice, rigettati i ricorsi della procura di Cosenza per tre imputati

La decisione del tribunale del Riesame di Catanzaro sulla richiesta di applicazione dell'interdizione dei pubblici uffici

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6 ottobre 2021
11:37

Il tribunale del Riesame di Catanzaro - in merito alle posizioni di Maria Giacinta, Renato Mazzuca e Achille Gentile (ex dg dell’Azienda ospedaliera di Cosenza) - ha rigettato i ricorsi presentati dalla procura di Cosenza, che chiedeva l’applicazione dell’interdizione dai pubblici uffici.

Si tratta dell’inchiesta “Coopservice”, condotta dai carabinieri e dalla guardia di finanza, che ha permesso di ricostruire le ore non lavorate, ma pagate alla ditta emiliana. Gli accertamenti investigativi hanno messo in luce una presunta truffa ai danni dello Stato con la collaborazione di alcuni dipendenti dell’Azienda ospedaliera di Cosenza.


Nello specifico, il collegio giudicante (presidente Filippo Aragona; giudice relatore Valeria Isabella Valenzi; giudice Gabriella Pede) ha escluso i gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Maria Giacinta (difesa dall’avvocato Eugenio Naccarato) e Renato Mazzuca (difeso dall’avvocato Francesco Boccia), mentre per Achille Gentile ha ritenuto insussistente l’applicazione della misura dell’interdizione dai pubblici uffici, in quanto l’imputato è in pensione.

“Coopservice”, le motivazioni del Riesame

Nelle cinque pagine di motivazioni, il Riesame di Catanzaro ha dato atto agli avvocati Naccarato e Boccia di aver adeguatamente dimostrato la correttezza dell’operato dei loro assistiti, i quali, nelle rispettive vesti di liquidatori, non potevano rilevare le incongruenze emergenti dal raffronto dei documenti con i prospetti settimanali redatti dalla Coopservice.

Per i giudici del Tdl, dunque, il mancato vaglio della documentazione cartacea appare «piuttosto addebitale al Sitros, che ne aveva la disponibilità. Le incongruenze verificate dall’ufficio di Procura risultano infatti essere state generate in quella fase del procedimento, in seno alla quale non è stato effettuato alcun - sebbene doveroso - controllo da parte dell’Azienda ospedaliera». Ricordiamo che presso il tribunale di Cosenza è in corso l’udienza preliminare

 

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