L’incontro

Incidenti sul lavoro, Landini (Cgil) a Lamezia: «È strage, si intervenga con un decreto»

VIDEO | Il leader della sindacato in Calabria per un confronto sul tema Il lavoro parte civile con il procuratore Gratteri che ha detto: «Serve maggiore rispetto per i lavoratori» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di T. B.
1 ottobre 2021
12:32

“Il lavoro parte civile”, è questo il nome dell’incontro al quale il procuratore Nicola Gratteri ha preso parte invitato a colloquio dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Un tema corposo da affrontare in Calabria, tra numeri desolanti a descrivere la disoccupazione, una sicurezza sempre più claudicante e le elezioni regionali ormai ad una manciata di ore, tanto da indurre il magistrato a chiedere di non votare proprio chi promette un posto di lavoro.

Ed è stato lo stesso Gratteri dalla Fondazione Terina di Lamezia a descrivere come nella sua stanza spesso si rivolgano a colloquio persone mobbizzate e surclassate, in una Calabria in cui “i capetti” abbonderebbero ovunque e in cui c’è molto da fare. Nessun commento sul caso Lucano da parte del magistrato il quale ha detto di non conoscere nemmeno i capi di imputazione.  


Gratteri ha sviscerato a 360 gradi il tema lavoro: «C’è ora una leggera ripresa economica, c’è una leggera riapertura. C’è bisogno di manodopera, però bisogna stare attenti a non soffocare le imprese ma le imprese, a loro volta, non devono soffocare gli operai». «Serve – ha proseguito Gratteri - maggiore rispetto per i lavoratori e cercare di trovare un punto di incontro tra quello che è una ripresa dove molte aziende sono alla canna del gas e l’esigenza di avere una dignità e una minima retribuzione».

Con riferimento al tema dell'inasprimento delle sanzioni, Gratteri ha osservato: «Queste sono tipologie di reati che non vedono detenuti, quindi non riesco ad immaginare eventuali processi, eventuali indagini, eventuali condanne in primo grado e poi se questi processi senza detenuti si faranno in appello. Bisogna ancora tornare a un discorso a monte sulla improcedibilità e poi parlare. Semmai – ha sostenuto il procuratore di Catanzaro - maggiori controlli, semmai dedicare più ispettori sul lavoro ai fini della sicurezza, semmai investire di più sulla prevenzione. Inasprire o meno le pene cambia poco, scrivere un anno in più, un anno in meno serve a ben poco. Non è un deterrente per chi controlla appalti, sub appalti, nolo a freddo, nolo a caldo, prestazioni d’opera gestendo decine o centinaia di operai: sapete quanto si preoccupa di una condanna che sa che gli rimarrà sulla carta. Per fare prevenzione – ha quindi aggiunto Gratteri - ci vogliono soldi. bisogna investire sulla prevenzione, sul lavoro e sui contratti».

Landini: «Al lavoro con il governo» 

Duro anche il segretario Landini che è al lavoro con il governo per un nuovo decreto.«Samo di fronte ad una strage, chiamiamo le cose con il loro nome Noi abbiamo avuto nei giorni scorsi, proprio su questo tema - ha aggiunto Landini - un incontro con la presidenza del Consiglio e il Governo, e il Governo si è impegnato, e nei prossimi giorni dovremmo rincontrarci, ad intervenire immediatamente con un decreto che, per quello che ci riguarda, deve contenere immediatamente alcuni provvedimenti. Il primo è quello di introdurre una norma per cui le imprese che non lavorano in sicurezza non possono lavorare e, quindi, che ci sia la possibilità, laddove le norme non vengano rispettate anche di sospendere l'attività lavorativa fino a quando questa attività non viene ripresa. Così si rischia di far morire le persone e ciò non è accettabile. Dall'altra parte - ha detto ancora Landini - bisogna che anche tra le imprese scatti l'idea che la competizione non la si fa non rispettando le leggi o mettendo a repentaglio le vite delle persone. O si assume tutti che la salute e la sicurezza sono un investimento, non un costo con cui fare i conti, o da questa situazione non se ne viene fuori. E credo che questo sia un tema che riguarda anche la qualità del sistema delle nostre imprese. Penso che su una battaglia di questo genere gli stessi imprenditori, quelli che vogliono fare seriamente il loro mestiere, debbano farla assieme a noi. Perché non è una battaglia di parte ma per affermare la qualità del sistema industriale e la qualità del lavoro che fa crescere, sostanzialmente, il Paese».

«Il secondo punto che quel decreto deve contenere - ha detto ancora il segretario generale della Cgil - è quello di accelerare le assunzioni per gli ispettorati del lavoro e per i servizi di medicina sul territorio. Perché, naturalmente, questo è l'altro grande tema che noi abbiamo: c'è bisogno di agire sulla prevenzione, e c'è bisogno, naturalmente, di mettere nelle condizioni le nostre strutture di poterlo fare. In questi anni, i tagli alla sanità ed i tagli alla spesa sociale hanno prodotto una riduzione drastica del numero di persone che dovrebbero operare sostanzialmente in questi settori.

Il terzo punto è la formazione perché naturalmente c'è bisogno di fare formazione sia agli imprenditori sia ai lavoratori per rispettare sostanzialmente questa norma. Addirittura, noi abbiamo proposto al Governo, proprio perché c'è un problema immediato di intervento, un cambiamento di cultura da fare perché la materia della salute e della sicurezza diventino anche materia di studio e di formazione scolastica ad ogni livello per tutte le persone, visto che dopo lo studio si va a lavorare».

Per Landini «l'altro tema che dovrebbe far riflettere tutti è questo: siamo in una fase, per fortuna, di ripresa, grazie anche a ciò che in questo anno e mezzo il mondo del lavoro ha fatto. Se oggi si può sfruttare questa ripresa che c'è è grazie, io credo, anche ai protocolli ed al contributo che i lavoratori e le lavoratrici hanno dato in questo anno e mezzo per uscire dalla pandemia. Però il lavoro che si deve creare non può essere un lavoro precario come sta avvenendo adesso con tanti contratti a termine di durata limitata. Quindi, c'è anche bisogno di assumere a tempo indeterminato e di incentivare sostanzialmente questa situazione. In questo senso al Governo abbiamo chiesto di prorogare il blocco dei licenziamenti che scade il 31 ottobre, per tutti i servizi del commercio, del turismo e del tessile abbigliamento, proprio perché, naturalmente, questa ripresa che è importante ma non sta riguardando tutti i settori nello stesso c'è il rischio che da qui a fine anno non si possa aprire la strada ad ulteriori tagli occupazionali».

«Incentivare assunzioni a tempo indeterminato»

«È evidente che da qui a fine anno non si possa aprire la strada a ulteriori tagli occupazionali» - ha detto ancora Maurizio Landini. «Noi per fortuna – ha osservato Landini - siamo in una fase di ripresa. Anzi, credo sia grazie anche a ciò che in questo anno e mezzo il lavoro ha fatto. Se oggi si può sfruttare questa ripresa che c’è, è grazie, io credo, anche ai protocolli e al contributo che i lavoratori e le lavoratrici hanno dato in questo anno e mezzo per uscire da questa pandemia. Però il lavoro che si deve creare non può essere un lavoro precario come sta avvenendo adesso con tanti contratti a termine di durata limitata. Quindi – ha proseguito il segretario della Cgil - c’è anche bisogno di assumere a tempo indeterminato e di incentivare sostanzialmente questa situazione. Allo stesso tempo, al governo abbiamo chiesto di prorogare il blocco dei licenziamenti che scade il 31 ottobre, per tutti i servizi del commercio, del turismo e del tessile abbigliamento, proprio perché, naturalmente, questa ripresa è importante, ma non sta riguardando tutti i settori nello stesso modo e siccome la riforma degli ammortizzatori sociali fino al prossimo anno non diventa operativa ma la dobbiamo fare, è evidente – ha concluso Landini - che da qui a fine anno non si possa aprire la strada ad ulteriori tagli occupazionali».

 

Secondo Landini, «siccome siamo difronte al fatto che nei prossimi sei anni la quantità di investimenti che il nostro paese ha a disposizione non ha precedenti nella nostra storia, è evidente che dobbiamo assolutamente alzare tutte le barriere possibili affinché siano respinti qualsiasi infiltrazione e qualsiasi tentativo della malavita organizzata di accaparrare un parte di queste risorse, che mi sembra un problema aperto. Lo dice uno che è nato a Reggio Emilia e vorrei ricordare a tutti che il più grande grande processo contro la 'ndrangheta non l'hanno fatto a Reggio Calabria ma l'hanno fatto a Reggio Emilia. Questo significa – ha rilevato il segretario della Cgil - che questo non è un problema locale o territoriale, è una grande questione nazionale e, se vogliamo, anche europea, di qualità della nostra democrazia».

Landini ha espresso vicinanza e solidarietà all’ex sindaco di Riace, invitando a rivedere leggi come la Bossi – Fini.

Giornalista
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