Maturità, la prova orale nel racconto dei ragazzi: «È andata. Ora al mare»

VIDEO | Preoccupazione e gioia, attesa e voglia di libertà dagli impegni scolastici. Parlano gli studenti che oggi hanno affrontato gli esami per il diploma

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di Daniela  Amatruda
26 giugno 2019
14:33

Martina è stata la prima della sua classe ad affrontare l’orale. È arrivata a scuola con i suoi genitori, anche loro molto provati da una notte insonne: «Non abbiamo dormito bene - ha raccontato - perché ero molto agitata, sarò la prima di tutta la mia classe e sono spaventata. Ho paura di non ricordare gli argomenti studiati e di non riuscire a fare bene». 

L’attesa dei genitori, fuori dall’aula, è snervante. Sembra quasi di essere nei pressi di una sala parto: si procede avanti e indietro nel corridoio sino alla fine di quei lunghissimi 45 minuti. Anche i compagni che assistono alla prova sono tesi, ma il più ansioso di tutti è il papà di Martina che appena finito il colloquio esce fuori dalla scuola per scaricare la tensione.

Il primo abbraccio è per le amiche, poi la mamma e poi la nonna, in lacrime per la gioia: «Che la vita le sorrida sempre – ha augurato la nonna a Martina – così come oggi perché la prova è andata bene, è stata brava. È una emozione forte perché è la prima nipote e perché siamo sempre state presenti una per l’altra ed oggi ho rivissuto le emozioni di mamma».

L’esame è andato bene per Martina: «Meglio del previsto - ha detto - nonostante abbia pescato proprio la prova di matematica: il grafico di una funzione. Mi ha dato uno spunto la prof di italiano e poi da lì ho fatto diversi collegamenti». A settembre inizierà gli studi in economia, ma per il momento «il mio unico pensiero – dice sorridendo - è il mare». 

Estate, mare e divertimento sono i progetti anche di Gaia che al termine dell’esame festeggia con un brindisi insieme alla mamma e al papà: «Non è stato semplicissimo – ha raccontato, ma è stata la prima di tante prove difficili che dovremo affrontare». Nella busta di Gaia l’immagine di un vecchio quotidiano, il giorno dopo la proclamazione della Repubblica.  «Non sappiamo quello che ci aspetta – continua un altro studente - sarà tutto affidato al caso, può capitare qualsiasi cosa». 

C’è anche chi la prende con più leggerezza: «Sono ansioso, ma tutto sommato sto bene. Mi tolgo il pensiero, mi prendo questo 60 e me ne vado a mare». 

Le novità della maturità 2019

Per i maturandi, dunque, il momento tanto atteso della prova orale è arrivato. L’inizio degli esami in tutta Italia varia, ma da oggi gran parte degli istituti e dei licei calabresi hanno dato il via ai colloqui. Tante le novità che hanno caratterizzato questa maturità 2019, ormai giunta al termine.

Nelle prove scritte, oltre all’eliminazione del “quizzone” sono state apportate modifiche sia nella prova di italiano (eliminato il testo storico ed il saggio breve) che nella prova tecnica (due materie anziché una sola). Per quanto riguarda l’orale, non si parte più dalla consueta tesina multidisciplinare realizzata dallo studente. Da quest’anno, gli argomenti dell’orale sono affidati al caso e alla fortuna. Con la nuova maturità, infatti, il candidato dovrà scegliere una delle tre buste chiuse che contengono gli spunti di discussione su cui collegare tutte le discipline. 

L’esame però, non finisce qui. Ci sono altre tre fasi: il racconto dell’esperienza alternanza scuola lavoro, domande su “Costituzione e Cittadinanza” ed infine, la discussione delle prove scritte. Tanti i timori questa mattina prima di affrontare la prova. 

 

«Basta esperimenti»

L’incognita spaventa molto e l’arte di improvvisare, nel caso di un argomento un po’ più ostico, è l’unica arma in mano allo studente. Da molti anni ormai, nel corso del triennio, i ragazzi vengono abituati a fare collegamenti multidisciplinari, ma aver iniziato ad intensificare le esercitazioni solo da pochi mesi è ciò che maggiormente li preoccupa. Sul web è diventato virale un video divertente e ironico di tre giovani maturandi che hanno lanciato un messaggio al Miur con l’hashtag #studentinonesperimenti” in cui gli studenti si dicono disposti ai cambiamenti, ma con tempi diversi e non con soli 4 o 5 mesi di anticipo.      

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