Invalido calabrese umiliato a Venezia: «Senza sedia a rotelle non sei disabile»

L'uomo ha poi denunciato tutto al sindaco della città che però ha addossato le colpe alla normativa

di Francesca  Lagatta
19 aprile 2019
20:09
Maurizio Coluccio
Maurizio Coluccio

Maurizio Coluccio è un disabile calabrese di 48 anni, originario di Praia a Mare, e prima di ammalarsi era un assistente della Polizia di Stato. Sette anni fa gli fu diagnosticata la sindrome di Cogan atipica, una patologia autoimmune ed invalidante al 100%, che per ben due volte lo ha costretto a un trapianto di cellule staminali in una clinica privata di Cancun, in Messico. Da giovane pensionato, suo malgrado, impiega il tempo a difesa dei diritti dei disabili, rendendosi autore di numerose denunce. L'ultima risale al 14 aprile scorso, subito dopo essersi recato a Venezia con la sua compagna per visitare la laguna, quando, una volta giunto alla biglietteria per compiere un giro in vaporetto, si è trovato innanzi a un'amara sorpresa.

Niente agevolazione

«Avevo chiesto di acquistare un biglietto a prezzo agevolato, sconto riservato ai disabili, ma la risposta è stata alquanto inaspettata e umiliante, vista anche la presenza di molta gente in coda». Secondo quanto racconta l'uomo, l'addetta si sarebbe rifiutata di applicare lo sconto perché il logo di identificazione indica come disabili solo quelle persone sulla sedia a rotelle, su cui l'ex poliziotto non vuole sedere. «Da tempo i medici mi hanno consigliato di usare una carrozzina per gli spostamenti - ha riferito -, ma la mia testardaggine e la voglia di rimanere in parte autonomo, mi portano ad usare due stampelle canadesi con aggancio al braccio per non perderle nel momento in cui le mie mani lasciano involontariamente la presa. Deambulo a fatica, ho l'uso limitato della gamba e del braccio sinistro a causa di un virus e la mia condizione fisica è perfettamente visibile». Ma questo non è bastato a convincere la donna. «Mi ha detto che lei non poteva considerarmi un disabile e continuato a sostenere che non avendo una sedia a rotelle non potevo usufruire dei servizi previsti, per cui se volevo salire sul vaporetto avrei dovuto pagare il biglietto per intero».

Diritti violati

Il mancato riconoscimento della sua reale condizione avrebbe causato ulteriori disagi: «Usufruire dei servizi è anche un modo per tutelare l'incolumità dei disabili - ha continuato Coluccio nel suo racconto -. Sono rimasto in fila con centinaia di persone che mi hanno spinto nella calca, facendomi correre il rischio di cadere in mare». Non solo, per tre volte la coppia di calabresi ha dovuto attendere l'arrivo di un altro vaporetto, rendendo l'attesa decisamente snervante e a tratti insopportabile. «La gente non mi ha dato la possibilità di salire, i miei movimenti sono rallentati e chi era dietro di me passava con fare arrogante, mi strattonava».

«Per me ogni giorni potrebbe essere l'ultimo»

Maurizio Coluccio non deve fare i conti solo con la burocrazia contorta, ma anche con i pregiudizi della gente. «Immagino che qualcuno si domandi cosa ci sia andato a fare a Venezia visto che sono così malato, ma l'ho fatto proprio a causa delle mie precarie condizioni di salute», ha tenuto a giustificare. L'ex poliziotto si è trasferito da quattro anni a Siena per sottoporsi costantemente alle cure mirate dell'ospedale Santa Maria Le Scotte e si trovava a Venezia «perché per me ogni giorno potrebbe essere l'ultimo e visto che, entrambi non eravamo mai stati in laguna, volevo fare un regalo alla mia compagna».

Il sindaco di Venezia: «È la normativa»

Una volta tornato a casa, Coluccio ha inviato una mail al sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, per denunciare l'accaduto. La risposta è arrivata due giorni dopo, ma, secondo quanto riferisce, il primo cittadino avrebbe in qualche modo giustificato il comportamento dell'addetta alla biglietteria scaricando la colpa sulla normativa, che in determinati contesti lega la condizione di disabilità all'utilizzo della sedia a rotelle. «Come se io fossi un disabile di serie B», ha concluso. Ma nonostante lo sconforto, l'uomo, ha promesso di portare avanti senza sosta la sua battaglia sulla «normalizzazione della diversità» e questo episodio potrà certamente servire ad accrescere la sua sete di giustizia.

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