Investito durante il rally, chiesto il processo per organizzatore e direttore di gara

Fissata l’udienza preliminare per il 5 giugno. Il tragico incidente risale al settembre 2017 quando durante un giro di ricognizione della corsa l’anziano 77enne fu travolto e ucciso da un’auto

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di Redazione
8 marzo 2019
11:02
Il luogo dell’incidente
Il luogo dell’incidente

L’incidente mortale si sarebbe potuto evitare. È questo quanto sostenuto dall’accusa. Il  pubblico ministero Corrado Cubellotti ha chiesto il rinvio a giudizio ed il Gup Claudio Paris ha fissato per il 5 giugno l’udienza preliminare a carico di E.R. e R.M., rispettivamente organizzatore e direttore di gara del “V Maxislalom Città di Amato”, corsa automobilistica in cui perse la vita Benito Gaglianese, 77 anni di Catanzaro.

 

Era la mattina del 24 settembre 2017 quando, durante il giro di ricognizione della corsa, una gara su percorso tortuoso e caratterizzata dalla presenza di molte curve e slalom, la vittima venne investita da una delle auto che si accingevano a prendere il via dopo aver ispezionato il tracciato. Prontamente soccorso, l’anziano venne ricoverato ma morì una ventina di giorni dopo a causa della gravità delle lesioni riportate. La famiglia della vittima, assistita in questa fase dai legali fiduciari di Giesse Risarcimento Danni, ha chiesto che chiarezza su quanto accaduto.

 

«Proprio ponendo l’attenzione e andando ad analizzare attentamente i doveri degli organizzatori della corsa relativi alla sicurezza siamo riusciti a scongiurare l’iniziale richiesta di archiviazione, alla quale ci siamo fermamente opposti – commentano soddisfatti Andrea Rubini e Anselmo Vaccaro, responsabili delle sedi Giesse calabresi di Catanzaro, Lamezia e Trebisacce – La successiva perizia disposta dalla Procura ci ha dato ragione, speriamo ora che sia fatta al più presto giustizia per questa morte assurda».

La vittima, con alcuni amici, si trovava a pochi passi dal guardrail per seguire la gara, in una zona che però avrebbe dovuto essere interdetta al pubblico proprio per la sua pericolosità. La scarsa visuale del luogo, immediatamente dopo una curva, infatti, fu il fattore determinante del sinistro: impossibile, nonostante il tentativo estremo di frenata, per il pilota dell’Alfa Romeo 33 coinvolta evitare l’impatto col pedone e comparso a centro strada mentre tornava dagli amici dopo essersi momentaneamente allontanato.

 

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