Istigavano violenze razziste sul web, “Miss Hitler” sceglie il silenzio davanti al gip

Interrogati per rogatoria a Castrovillari in due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Contestata anche l’associazione a delinquere

di Matteo Lauria
13 giugno 2021
10:50
Miss Hitler si avvale della facoltà di non rispondere
Miss Hitler si avvale della facoltà di non rispondere

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Francesca Rizzi (residente nel Milanese) e Giancarmine Bonamassa (residente a Corigliano Rossano) dinanzi al Gip del Tribunale di Castrovillari dove sono stati sottoposti ad interrogatorio di garanzia per rogatoria. La prima nel 2019 partecipò e vinse il concorso "Miss Hitler" svolto sul social network Vk.

Difesi dall’avvocato Francesco Nicoletti, devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.  


L'inchiesta

In particolare i due sono rimasti coinvolti nell’operazione scattata qualche giorno fa che ha visto il coinvolgimento di 12 persone tra i 26 e i 62 anni ritenuti appartenenti ad un'organizzazione chiama Ordine ario romano e indagati nell'ambito di un'indagine del Ros e della procura di Roma che ha portato all'emissione di altrettante misure cautelari dell'obbligo di presentazione all'autorità giudiziaria. L'organizzazione, dicono gli investigatori, aveva appena iniziato a pianificare anche un'azione contro una struttura della Nato.

L'accusa ipotizzata nei confronti dei 12 indagati è di associazione finalizzata alla propaganda e all'istigazione per motivi di discriminazione etnica e religiosa. Le indagini sono partite nel 2009 e hanno portato alla scoperta del gruppo 'Ordine ario romano' del quale facevano parte gli indagati e che era molto attivo sui social dove - attraverso due pagine Facebook e una community Vk, uno dei social più utilizzati in Russia - venivano diffusi i contenuti razzisti e le tesi complottiste.

L'obiettivo, secondo gli inquirenti, per fosse quello di commettere più reati contro l’uguaglianza (libro II titolo XII sezione I bis codice penale) diffondendo – attraverso i canali social Vkontakte, Facebook e la piattaforma messaggistica Whatsapp un gruppo denominato Jedenfreie Liga O.A.R – idee e propositi operativi di natura xenofoba, razzista, antisemita, negazionista della Shoah, negazionista dei crimini di guerra e verso l’umanità e di genocidio, nonché di condotte di apologia del fascismo e nazismo, propagandando ed incitando alla discriminazione e alla violenza razziale, xenofoba, etnica, antisemita e religiosa. Tra le ipotesi prospettate il proliferare alla propaganda nazionalsocialista infarcita di visioni complottiste nei riguardi del popolo ebraico e nel contempo di posizioni apertamente e gratuitamente negazioniste, se non dell’esistenza, quanto meno delle proporzioni della “Shoah”, basate sulla pretestuosa e malintesa lettura di studi ascrivibili alla cosiddetta corrente revisionista.

Giornalista
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