L'Asp non paga le fatture, il centro psichiatrico di Camini pronto a denunciare

La struttura La Chimera, a cui è stato revocato l'accreditamento, alle prese con le richieste di pagamento da parte di fornitori e dipendenti

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di Ilario  Balì
9 dicembre 2020
18:05

Struttura psichiatrica chiusa da un anno e lavoratori a casa disoccupati. Una situazione diventata ingestibile per i responsabili della coop “La Chimera” di Camini, a cui è stato revocato l’accreditamento, alle prese con le richieste di pagamento di fornitori e dipendenti che ammontano a oltre un milione di euro. Per questo motivo il vicepresidente Giuseppe Zurzolo ha deciso di rompere gli indugi e, dopo aver presentato un esposto alla Corte dei Conti, è pronto a portare in tribunale i vertici dell’Asp di Reggio Calabria.


«Le liquidazioni – spiega Zurzolo – riguardano le prestazioni sanitarie che la nostra equipe, composta da 20 persone, ha erogato dal 2018 al 2019 per assistere pazienti psichiatrici inviati dalle autorità giudiziarie. I nostri dipendenti attendono tra i 17 e i 18 mesi di stipendi arretrati».

Zurzolo non sa più a che santo votarsi. Lui e la sua famiglia quotidianamente si vedono recapitare sulla mail decine di decreti ingiuntivi. Da parte loro anche la disponibilità a rinunciare ad eventuali pignoramenti nei confronti dell’azienda sanitaria reggina pur di ottenere la liquidazione delle fatture, già riconosciute in due diverse sentenze. «Ci sono 35 famiglie in attesa di un segnale da parte dell’Asp affinchè paghi quanto ci è dovuto e che si sono indebitate per colpa delle condizioni in cui versa la sanità calabrese».

Giornalista
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