L'estate lungo la costa lametina tra mare sporco e lidi in difficoltà: «Non troviamo dipendenti»

Turisti e imprenditori chiedono di più. Le acque sono già ad intervalli invase da sporcizia e rifiuti. I titolari di strutture lamentano di non riuscire a reclutare forza lavoro mentre i bagnanti vorrebbero maggiore attenzione ai servizi

di Tiziana Bagnato
6 luglio 2021
06:30

«La Calabria è bellissima, noi un mare così ce lo sogniamo. Se solo fosse pulito…Come fate ad avere la spazzatura che ci galleggia?». Gizzeria Lido, giornata ventilata, mare increspato. Un turista proveniente da Rimini racchiude in questo commento sulla costa tirrenica lametina l’asprezza della situazione che il litorale vive ormai da anni.

Sono quasi come uno schiaffo in pieno viso gli interrogativi finali. Per chi non è del posto e non sa cosa sia l’area ex Sir, non conosce le indagini della Procura e quanto hanno smascherato, per chi neanche immagina a quanto si possa arrivare per risparmiare sui costi della depurazione, sembra assurdo godere di una costa così lunga, ben collegata e bella e vederla deturpata.


Il mare è sporco già a giugno e non tutte le spiagge sono state pulite dai detriti lasciati dall’inverno. I picchi di acque oliose, verdastre o con rifiuti, ormai si sa, si avranno ad agosto, nel pieno dell’afflusso turistico e dei rientri dei fuori sede, quando, insomma, gli scarichi fognari si moltiplicheranno e, probabilmente, non tutti seguiranno percorsi legittimi.

Eppure, per l’Arpacal non esistono su tutta la costa fenomeni di inquinamento. Nel report 2021, stilato sulla base dei prelievi effettuati nel 2020, ci sono ben 25 punti di eccellenza. Non vengono inseriti nelle classificazioni di grado inferiore altri tratti da Lamezia a Nocera. Un vero e proprio ossimoro con quanto tastato tutti gli anni.

Al momento si lavora di più con la ristorazione

La stagione estiva sta iniziando ad entrare nel vivo, anche se è troppo presto per parlare di ripresa. «Al momento stiamo lavorando soprattutto con la ristorazione – ci spiega il titolare di un lido di Falerna– gli ombrelloni sono pieni soltanto nel fine settimana perché le ferie a giugno sono ancora sfruttate da pochi. Luglio ed agosto speriamo siano mesi intensi di lavoro che ci ripaghino anche delle perdite accumulate con il Covid».

Lidi da vip e altri con scarsi servizi di base

Accanto a lidi degni della movida sarda, con ombrelloni all’ultimo grido, diverse aree di intrattenimento ed eventi, rimangono strutture, anche storiche, che faticano a stare al passo con i tempi e si perdono anche nella gestione dei servizi base. «Stiamo uscendo da una pandemia – ci fa notare una ragazza di Lamezia Terme - come è possibile che i bagni siano indecenti, tra l’altro in un momento senza particolare afflusso?».
Pochi, pochissimi anche gli igienizzanti in giro. Non solo nei pressi dei servizi igienici ma anche nelle aree ristorazione.

Manca il personale

C’è chi si lamenta, ancora una volta, della mancanza di personale. «Mai successa una cosa del genere – si sfoga il titolare di uno storico lido di Nocera – non troviamo diverse figure. Dagli addetti alle pulizie ai camerieri. Questo comporta ritardi, confusione, malumori. Io stesso mi ritrovo a fare cose mai fatte come servire ai tavoli».

Rimane il tasto dolente del mare sporco. «C’è chi ci scrive sulle nostre pagine social per chiederci le condizioni del mare e sapere se spostarsi o meno sulla costa con i bambini. Tra l’altro cosa praticamente inutile perché le ondate vanno e vengono, il mare può essere pulito ora e sporco tra poco», ammette il gestore di un’altra struttura del litorale.

Un’estate, insomma, quella 2021 che vede titolari di strutture e bagnanti entrambi desiderosi di un qualcosa in più.

Giornalista
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