La manifestazione

La risposta del Comune di Rende allo stop del ddl Zan: domani sit-in di protesta

Il sindaco Marcello Manna e l’assessore Lisa Sorrentino: «Necessario cambiamento culturale per sconfiggere omofobia dilagante»

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di Antonio Clausi
29 ottobre 2021
20:00

A Rende si scenderà in piazza per rispondere all’affossamento in Senato del Ddl Zan. Ieri a Cosenza il sindaco Caruso e i consiglieri Alimena e Funaro avevano annunciato l’istituzione di un Ufficio per i diritti civili, oggi nel comune confinante hanno alzato i toni della protesta. Domani alle 16 si terrà un sit-in nella piazza antistante il municipio a cui parteciperanno il sindaco Manna e, tra gli altri, l’assessore Sorrentino.

«È necessario un cambiamento culturale e sociale per sconfiggere l’omofobia dilagante - ha detto il primo cittadino -. Le giovani generazioni continueranno a pagare il conto della mancanza di una educazione alla parità, alla libertà. Per questo sin dal nostro insediamento abbiamo inteso promuovere politiche dal basso improntate sul superamento del gender gap a partire dalle scuole. I laboratori di cittadinanza attiva, in collaborazione con l’Università della Calabria, così come l’educazione alle differenze promossa nei nostri istituiti hanno contribuito in questi anni alla costruzione di percorsi di autodeterminazione nelle studentesse e negli studenti. Già da un anno, poi, abbiamo istituito l’assessorato ai diritti civili convinti che nel potere della comunità risieda la capacità del cambiamento. Il DDL Zan è l’inizio, ma non il traguardo, di un percorso ormai avviato rispetto ai diritti umani».


Il movimento LGBTQI+ sta organizzando diverse manifestazioni di protesta in altrettante piazze italiane. Imponenti mobilitazioni si sono registrate già a Vicenza, Milano, Cuneo, Varese e Roma. Domani toccherà a Padova, Palermo, Firenze, Mantova, Pesaro, Monza, Reggio Emilia, Rimini, Reggio Calabria e Taranto.

Quella a Rende oltre che da Arcigay è promossa dall’assessorato alle pari opportunità. «Oggi più che mai - ha detto Lisa Sorrentino - risulta importante visibilizzare la violenza omobitransfobica e patriarcale davanti alla giustizia e alla giurisprudenza perché è lampante quanto l’aggravarsi delle pene per i crimini di odio non fermerà le aggressioni, i pestaggi, le forme di mobbing e i licenziamenti per discriminazione sessuale. Siamo e saremo a fianco di chi vede negato il proprio diritto alla libertà».

Alla mobilitazione hanno aderito anche Auser Nazionale, Associazione Emily - Cosenza , Centro antiviolenza R. Lanzino, Arci RED e Radio Ciroma 105.7 - Cosenza

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