La stanza degli abbracci a Cosenza, «Un modo per arrivare al Natale con un pizzico di serenità in più»

INTERVISTA | Nella casa di cura Madonna della Catena di Dipignano è stato allestito uno spazio in cui i pazienti potranno rincontrare in tutta sicurezza i loro familiari dopo mesi. La psicologa: «Per loro è fondamentale, si tratta perlopiù di anziani che vivono dell'affetto dei figli»

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di Emily Casciaro
5 dicembre 2020
13:25

L’emozione di rivedersi anche attraverso una pellicola, la possibilità di potersi riabbracciare, stringersi le mani, in totale sicurezza dopo mesi. Alla casa di cura Madonna della Catena, a Dipignano, alle porte di Cosenza, è stata da poco realizzata una stanza degli abbracci. Uno spazio con tutte le precauzioni necessarie in cui pazienti e famiglie possono rincontrarsi dopo mesi di lontananza.

Un angolo speciale

Carmelina Magarò, psicologa della struttura, quasi è commossa nell’assistere al primo paziente, una signora di 80 anni, che incontra e riabbraccia il proprio figlio. «È una sensazione che fa venire le lacrime agli occhi. Qui si fa riabilitazione e accudiamo i pazienti per tanto tempo, con loro si instaura un rapporto stretto ed è una grande sofferenza quando nei loro occhi vediamo il dispiacere di non poter avere un contatto fisico con i propri familiari. Per loro significa benessere, vita, perchè la stragrande maggioranza sono anziani che vivono dell’affetto dei loro figli».


Un pizzico di serenità

La cura delle emozioni vale molto nel percorso della riabilitazione: aprire alle visite, dopo tanto tempo di chiusura, rappresenta di sicuro un’occasione per risollevare anche psicologicamente chi vive un momento particolare di degenza. Sono per lo più anziani che vengono da traumi, interventi chirurgici o un ictus per cui il contatto con la propria famiglia è importante. «Anche se noi facciamo videochiamate e telefonate quotidiane – spiega il direttore sanitario Claudio Trombetti - non è sufficiente. L’importanza dell’abbraccio, del contatto fisico è determinante». Da qui la scelta aziendale di creare un angolo speciale, per far superare e rendere meno invalicabile questa barriera e mettere le famiglie nelle condizioni di potersi guardare negli occhi ed abbracciarsi, a centimetro zero. «Significa arrivare al Natale con un pizzico di serenità in più – aggiunge la psicologa Magarò -  rispetto alla grande nostalgia che stanno provando in questo momento ed anche al senso di impotenza che purtroppo vivono».

Giornalista
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