Laboratori di analisi allo stremo, tanti sanitari attendono l’esito dei tamponi

I tantissimi test dei calabresi di rientro hanno rallentato le procedure, mentre i dipendenti del Sant'Andrea hospice e degli altri ospedali e presidi non possono rientrare al lavoro

di Luana  Costa
8 maggio 2020
18:53
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La rsa Sant’Andrea hospice
La rsa Sant’Andrea hospice

L'effetto "overbooking" determinato dalle migliaia di tamponi effettuati sui calabresi di rientro dalle altre regioni italiane, inizia a creare non pochi problemi anche sull'organizzazione dei servizi assistenziali. È il caso dell'hospice Sant'Andrea di Sant'Andrea Apostolo sullo Ionio che oggi, attraverso una nota, denuncia le difficoltà nella formazione dei turni lavorativi nelle due strutture assistenziali accreditate al sistema sanitario regionale. «Il Sant’Andrea hospice - scrive la fondazione Villa della Fraternità, che gestisce l'hospice - è costretta a non fornire il servizio assistenziale perché il suo personale, rimasto in quarantena domiciliare dal 22 aprile, dopo il caso positivo della paziente proveniente dalla Domus Aurea di Chiaravalle e inviata al Sant’Andrea Hospice dall’ospedale di Soverato, a tutt’oggi non ha ancora ricevuto l’esito dei tamponi di controllo che sono stati effettuati i giorni 5 e 6 maggio».

 

Sommersi dai tamponi

La ragione risiede nell'elevata mole di tamponi giunti in questi giorni nei laboratori di Microbiologia e Virologia, incapaci di gestirne tanti per i limiti insiti nella strumentazione in uso. Circa 300 quelli che è possibile processare ogni giorno, oltre mille quelli recapitati in questi giorni che hanno quindi determinato un elevato arretrato. "Scopriamo in queste ore - prosegue la nota - che i tamponi del personale del Sant’Andrea hospice non hanno avuto la priorità, rispetto a quelli eseguiti su coloro che rientrano in Calabria, considerati perciò più importanti della ripresa di un servizio assistenziale essenziale come quello destinato alle cure palliative".

 

Dipendenti in quarantena

Circa venti i dipendenti ancora in attesa del doppio riscontro (secondo tampone) per escludere la positività al Covid 19 e fare così rientro al lavoro. Questi erano stati in via precauzionale allontanati dalle due strutture assistenziali pur non presentando alcun sintomo. Le attività assistenziali sono così rimaste nel frattempo in capo ad un solo gruppo di operatori che sta svolgendo doppi turni in attesa del rientro dei colleghi.

 

Sanitari in attesa 

Ma in coda per essere analizzati sono rimasti anche i tamponi degli operatori sanitari di alcuni reparti dell'ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, che periodicamente sono sottoposti a screening per evitare contagi e focolai tra le corsie. Anche questi sono rimasti vittime dell'effetto "overbooking" dei laboratori analisi, incapaci di gestire tanti test assieme e in tempi rapidi.

Giornalista
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