Lamezia, i fondi per le palazzine dell’orrore vanno ad altri comuni

VIDEO | Finisce così la vicenda dei fondi destinati agli alloggi Aterp di San Pietro Lametino. Oltre un milione e mezzo di euro che doveva servire a renderle agibili ora verrà dato ad altri complessi popolari di Vibo, Acri e Palmi

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di Tiziana Bagnato
3 agosto 2020
15:37

È calato definitivamente il sipario sulla possibilità di ristrutturare le palazzine popolari di San Pietro Lametino, frazione di Lamezia Terme. I fondi sono stati dirottati su altri Comuni, si tratta di Vibo, Palmi ed Acri. Il tutto dopo un percorso lungo anni, puntellato di sollecitazioni e diffide, carte bollate e note stampa.

Decine di famiglie vivono nel degrado

Una brutta pagina di politica e burocrazia, ma anche una speranza negata a chi vive in questi casermoni, nella periferia di Lamezia, in prossimità della zona industrale. Si tratta di decine di famiglie, soprattutto di origine rom, non tutte assegnatarie, in condizioni igienico-sanitarie precarie: fogne a cielo aperto, topi, rifiuti. Un milione e seicento mila euro quanto il ministero aveva concesso alla Regione Calabria e questa all’Aterp per mettervi mano, per renderle agibili.

I fondi andranno altrove

Ma nelle spire della burocrazia, di tempi lunghi e di uno sgombero mai effettuato, la Regione ha deciso di dirottare il finanziamento altrove. Una manovra fatta per non dovere restituire il denaro ma che non per questo ha un sapore meno amaro. Nei documenti che spiegano questa decisione si ripercorre l’iter a partire dall’agosto 2019 quando il presidente della commissione straordinaria a guida del comune di Lamezia Francesco Alecci aveva segnalato le gravi carenze igienico sanitarie e la presenza di abusivi.

I cavilli burocratici

L’Aterp redige una relazione nella quale spiega che gli alloggi sono sia di sua proprietà che di Poste Italiane, specificando anche «all’epoca della formulazione del Programma di Recupero l’intento era quello di acquisire la proprietà degli alloggi da parte di Poste Italiane», mentre l’Aterp sottolinea che per iniziare i lavori è necessario che il Comune emani un’ordinanza di sgombero. Una manciata di giorni dopo, sempre l’Aterp è costretta a comunicare « l’impossibilità di intervenire su gli alloggi di proprietà di Poste Italiane e che per le particolari condizioni di degrado ed assoluta inagibilità in cui versano anche gli alloggi di loro proprietà l'importo finanziato non è più sufficiente a rendere agibili e quindi assegnabili gli alloggi».

Gianturco: «Persa grande occasione»

Da qui la revoca del finanziamento fatto a giugno e lo storno agli altri Comuni. Per Mimmo Gianturco, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, quanto accaduto è grave e coinvolge tanto l’operato dei commissari che quello dell’attuale amministrazione comunale «È opportuno evidenziare che l’avvio del procedimento di revoca del finanziamento è datato 20.01.2020 e decretato ufficialmente il 30.06.2020 proprio durante l’amministrazione Mascaro. Mi chiedo cosa ha fatto la giunta comunale per evitare che si arrivasse a questo punto e quali interlocuzioni a riguardo hanno avuto il sindaco e l’assessore al ramo con la Regione Calabria o l’Aterp, fatto sta che Lamezia Terme ha perso una grande occasione e che l’attenzione tanto promessa in campagna elettorale verso la città tarda ad arrivare con gravi conseguenze per il territorio».

Giornalista
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