Stazione Lamezia, l’alta velocità abbatte i tempi ma non le barriere architettoniche

VIDEO | La presidente della Federazione per il superamento dell’handicap Nunzia Coppedè: «Disabili costretti ad attraversare i binari su una passerella e ad attendere i treni senza alcun tipo di riparo»

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di Tiziana Bagnato
5 giugno 2020
17:43

Il primo Freccia Rossa ad Alta velocità ha attraversato i binari della stazione centrale di Lamezia Terme pochi giorni fa. Un doppio battesimo, per la prima volta l’Alta velocità è arrivata in Calabria e lo ha fatto con il treno più lungo d’Europa. Eppure, ancora molto rimane da fare, specie per chi ha una disabilità.

 

A denunciare, per l’ennesima volta, un paradosso tutto calabrese è la presidente della Federazione per il Superamento dell’Handicap della Calabria, Nunzia Coppedè che ci mostra il percorso per potere salire a bordo di un treno quando si è in carrozzina. Arrivati in stazione e oltrepassata la biglietteria si percorre il marciapiede del primo binario, oltrepassando gli uffici delle Ferrovie e quelli della Polfer. Diversi ancora i metri da fare, in mezzo al nulla, prima di arrivare al punto designato i per i diversamente abili. Poi la passerella, prima in legno e ora in ferro, che collega i binari: «Ma perché per gli altri è pericoloso attraversarli e per noi disabili no? Dove sono gli ascensori?» chiede Nunzia Coppedè, portavoce di una categoria da troppo tempo bistrattata, ma che da anni non si stanca di fare da pungolo, di sollecitare e bacchettare, anche se spesso gli argomenti sono gli stessi e a cambiare solo gli interlocutori.

La lettera di un disabile residente a Milano alla Santelli 


Una manciata di giorni fa un ragazzo di Decollatura, residente a Milano da anni, ha inviato una lettera alla governatrice Santelli lamentando il suo disagio nel rientrare in Calabria. Lorenzo Bevacqua, questo il suo nome, scriveva: «Viaggio con le Ferrovie dello Stato Italiane, parto/arrivo dalla/alla stazione di Lamezia Terme Centrale e il disagio è sempre lo stesso: essendoci scale per attraversare i binari e avendo disabilità motoria, mi trovo puntualmente costretto, seguendo la procedura ufficiosa dell’assistenza della stazione, ad attraversare i binari, con la mia carrozzina e sperando che non piova, lungo la passerella che si trova oltre il posto di polizia ferroviaria. Oltre all’imbarazzo che si crea puntualmente, sia di tipo sociale che psicologico, mi chiedo se con l’arrivo dell’alta velocità nella suddetta stazione, sia ora di far arrivare anche l’abolizione delle barriere architettoniche».

 

Il tutto in uno degli snodi ferroviari principali dell’intera Calabria, attraversato quotidianamente da centinaia di persone. Un vero e proprio punto di riferimento che si affida ad una passerella in ferro per tutelare i diritti costituzionalmente garantiti dei disabili, fallendo. Più volte, ci racconta Coppedè, le è capitato di dovere attendere sotto la pioggia il treno. Non ci sono coperture, non è ammessa in quel tratto di binari la presenza degli assistenti a disabili. E così, persone spesso immunodepresse, attendono sotto la pioggia e al freddo, l’arrivo di un treno. Nel 2020.

Giornalista
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