Coronavirus Lamezia, in ospedale sempre più medici e infermieri positivi

«Stiamo cadendo come pedine – dichiara un sanitario – è evidente che c’è qualcosa che non va nel sistema. Dobbiamo essere tutelati e solo così potremo a nostra volta tutelare i pazienti»

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di Tiziana Bagnato
1 novembre 2020
13:51

Tre ginecologhe e un’ostetrica, una pediatra, un infermiere in Ortopedia, due medici e due infermieri nel reparto di Anestesia e Rianimazione. È un bollettino di guerra il quadro dei sanitari che hanno contratto il Coronavirus al Giovanni Paolo II.

 


Un quadro disarmante così come si sentono disarmati i medici stessi che iniziano a vivere con ansia e apprensione il loro compito. «Stiamo cadendo come pedine – ci dice un medico – è evidente che c’è qualcosa che non va nel sistema. Dobbiamo essere tutelati e solo così potremo a nostra volta tutelare i pazienti».


La situazione sta diventando critica, specie tenendo conto che il Giovanni Paolo II soffre già da tempo di una carenza di personale cronica e che adesso annaspa tra le richieste di aiuto aumentate e le figure mediche e sanitarie venute meno per il Covid.


Intanto, il virus è entrato anche in una comunità di accoglienza dove ha colpito ben dieci ospiti. Visto che Catanzaro è allo stremo si valuta di spostare i pazienti Covid anche a Lamezia. Tra le richieste fatte al commissario Cotticelli anche quella di aumentare il personale al reparto di Microbiologia del Giovanni Paolo II in modo tale da processare più tamponi possibile.

Al momento in città è boom di richieste nei centri privati di tamponi rapidi.

Giornalista
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