Lamezia, è allarme per il Cantagalli ma di interventi anti-esondazione neanche l’ombra

VIDEO | L’appello affinché non si perda altro tempo e la disperazione dei residenti costretti a convivere con il rischio continuo che il torrente allaghi i territori circostanti

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di Tiziana Bagnato
11 gennaio 2021
15:36

I residenti di via Boccioni, nell’ex comune di Sant’Eufemia a Lamezia Terme, vivono da anni con la paura. Le loro abitazioni si trovano a ridosso del fiume Cantagalli, un torrente che esonda spesso a causa della cattiva e mancata manutenzione. Una situazione che si trascina da tempo, dal 1974 azzarda una residente.

Originariamente il letto del fiume era cinque metri sotto il livello attuale, poi una parte è stata tombata, la pulizia dei fiumi è diventata sempre più latitante e approssimativa e così i detriti, la vegetazione e non solo, hanno innalzato l’alveo portando l’acqua a lasciare gli argini anche quando le piogge non sono abbondanti.


«Quando piove si smette di dormire» ci dice un residente raccontando di quante volte lui e altri cittadini sono rimasti bloccati in casa. Per non parlare dei danni a mobili ed elettrodomestici e di quantoaccaduto in un vicino parcheggio dove le auto sono state sommerse.   

Appelli, pec, incontri, i residenti le hanno provate tutte per avere attenzione, ma sono riusciti a smuovere poco, se non pulizie blande al momento del “disastro”. Non a caso la voglia di parlare con la stampa è poca. Ma la situazione è degenerata e si rischia una tragedia. Ecco perché l’ex presidente della Lamezia Multiservizi Fernando Miletta e l’ex consigliere comunale, sospeso, Rosario Piccioni lanciano un appello affinché non si perda altro tempo prezioso.


Quella di via Boccioni ed oltre è una vera e propria bomba ad orologeria che aspetta da tempo l’avvio del progetto di messa in sicurezza del torrente predisposto dalla Protezione Civile regionale, con un finanziamento gestito dal Consorzio di Bonifica, da due milioni e mezzo di euro. Ma non c’è più tempo per aspettare.

Tre ponticelli stanno contribuendo a peggiorare la situazione andando a bloccare e fermare i detriti e creando dei tappi. Una situazione allarmante che rischia di “sfociare” nel vicino aeroporto. Ma non solo. Gli operai di una ditta privata per crearsi un percorso per raggiungere un pozzetto, ci spiegano i residenti, hanno falciato le canne e le hanno lasciate a margine del fiume a bloccarne ulteriormente lo scorrimento dell’acqua.

Rosario Piccioni chiede alla terna commissariale di farsi carico della pulizia del fiume e di non aspettare  oltre. Non servono bombe d’acqua o nubifragi per mandare in tilt unsistemache si regge su un equilibrio più che precario. C’è poi i rischio di disastro ambientale visto che i lavori fatti sul pozzetto hanno visto uno sversamento della fogna nel Cantagalli. Un aspetto sul quale Miletta chiede chiarimenti anche dalla magistratura. 
Tanti, insomma, i punti che meriterebbero di un’attenzione urgente e non prorogabile.

Giornalista
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