Lamezia, la riabilitazione psichiatrica passa dalla scrittura e dalle fiabe

VIDEO | Libretti di favole ma anche riflessioni sulla pandemia condensate in un volume. Il Csm in questi mesi ha lavorato per fare uscire i pazienti dagli schemi. Ne è venuta fuori una piccola biblioteca

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di Tiziana Bagnato
2 dicembre 2021
23:20

“La scrittura che cura” è questo il nome che è stato dato al laboratorio di scrittura tenuto dal Csm di Lamezia Terme e che ha visto come protagonisti soggetti affetti da disagio psichico più e meno giovani ma che nel raccontarsi, non solo hanno trovato una forma di terapia, ma sono riusciti anche a lasciare qualcosa di concreto.

Si tratta di libri di fiabe, da loro scritti e illustrati, e di un libricino sulla pandemia, diventata non solo esperienza di vita unica e complessa, ma anche metafora di quei blocchi, argini e maschere che molti di loro nel loro percorso di vita hanno incontrato o incontrano quotidianamente.


Il progetto è stato presentato al Caffè Letterario di Lamezia Terme dove fino al quattro dicembre rimarranno esposti libri e manufatti realizzati anche con la collaborazione delle Associazioni di Familiari “Intese” e “New Day”.

«Gli obiettivi dei progetti sono quelli di attivare un interesse verso la realtà esterna al circuito psichiatrico e accendere l’interesse della realtà esterna verso la salute mentale, di promuovere la socializzazione e l’inclusione sociale – ha sottolineato il direttore del dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze del Csm Rosina Manfredi - è un modo per recuperare dentro di sé le emozioni, esprimerle, elaborarle ma anche, emozionarci».

«Ci aspettiamo che portando i nostri lavori all’esterno del Csm nelle scuole, negli asili e nelle librerie questa esperienza possa diventare una dimostrazione concreta di come si possa contribuire a sensibilizzare la società sulla salute mentale, che con i suoi atteggiamenti pregiudizievoli, spesso spinge alla cronicità e alla esclusione. Poiché è insita in tutti noi la necessità di raccontarsi attraverso la scrittura, tale esperienza dobbiamo vederla come un’opportunità in più nel percorso di Recovery del paziente psichiatrico», chiarisce ancora il direttore.

Fondamentali nella realizzazione del progetto i contributi della dottoressa Sonia Graziano e dei Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica Daniela, De Leo Aurelio, D’Ippolito Angela Bertuca.

Un particolare ringraziamento lo staff del Centro lo ha voluto dedicare al direttore facente funzioni dell’Asp Ilario Lazzaro che «ha sostenuto l’assunzione delle figure professionali quali i Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica e Assistenti Sociali, figure fortemente carenti nel nostro servizio».

 

Giornalista
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