Caccia all'untore a Lamezia, il medico accusato: «Sporgerò denuncia»

Nessun reparto chiuso e nessun medico contagiato. Lo stesso oculista e il sindaco Mascaro costretti a smentire: «Basta con le fake news»

di Redazione
28 marzo 2020
18:17
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Una città preda delle fake news, baggianate diffuse su whatsapp e inoltrate centinaia di volte fino a che, per molti diventano certezza, verità. È successo per l’ennesima volta a Lamezia Terme nei giorni scorsi portando il sindaco Paolo Mascaro ad un dura presa di posizione: «Circola in queste ore su whatsapp l’ennesimo ridicolo e mistificatorio audio registrato da pseudo-sapienti che trasmettono solo falsità e sciocchezze - afferma il primo cittadino - in particolare, in questo audio si attribuisce ad uno stimato professionista, in prima linea a tutela della nostra salute, di essere infetto e di avere infettato altri, tanto da provocare chiusura di reparto ospedaliero».

 

«Senza entrare nel merito della vicenda, che sarà adeguatamente chiarita dal diretto interessato, dico a tutti i cittadini di smetterla dal far girare audio con notizie inveritiere e spesso inutilmente allarmistiche. Atteniamoci tutti alle sole comunicazioni ufficiali e smettiamola di spacciare per vere notizie che neanche conosciamo.«Da ultimo – aggiunge Mascaro - dobbiamo tutti avere rispetto soprattutto per i sanitari ed i vari operatori che sono in prima linea a tutelarci e dobbiamo avere rispetto dei tanti che in svariati settori sono costretti a prestare la loro attività lavorativa, con sacrifici immani, al solo fine di contribuire a consentire alla comunità di superare questo triste e delicato periodo».

 

E sulla vicenda è intervenuto anche Francesco Muraca, medico oculista del Giovanni Paolo e protagonista suo malgrado di questa spiacevole vicenda: « Purtroppo, la scorsa settimana un cittadino lametino è risultato positivo al covid-19. Dal momento che nei giorni precedenti all’accertamento di tale condizione il soggetto si era recato nell’ospedale di Lamezia Terme per effettuare alcune visite specialistiche, tutti i soggetti entrati in contatto con il paziente risultato poi positivo sono state poste in isolamento precauzionale, me compreso. Noi medici e infermieri siamo direttamente esposti al pericolo di contagio, ma è il rischio che abbiamo deciso di correre per svolgere la nostra missione e proteggere l’intera comunità».

 


«Purtroppo - aggiunge Muraca- le voci che stanno circolando in queste ore raccontano qualcosa di molto diverso, e totalmente falso. Voci che non solo rischiano di compromettere l’effettività delle misure adottate dalle autorità competenti, ma rischiano di danneggiare indebitamente le strutture e le persone che in queste ore sono impegnate in prima linea per tutelare la salute di tutti. Provvederò a denunciare quanto accaduto alle autorità competenti e ho sollecitato la direzione sanitaria del presidio affinché venga pubblicato comunicato ufficiale che confermi quanto qui sintetizzato e chiarisca le ragioni delle misure adottate, in modo tale da smentire le diverse versioni che speculatori o incoscienti dell’ultima ora stanno facendo circolare».

 


«Io sono un medico, in prima linea in questa battaglia come tutti gli altri operatori sanitari che in queste ore stanno rischiando la loro vita e quella delle loro famiglie. A nome di tutti loro vi prego di mostrare il vostro sostegno e rispetto, e vi invito - conclude - a diffidare di quanto riportato da canali non ufficiali e notizie riportate da fonti prive di alcuna attendibilità».

 

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