Lamezia, un senza fissa dimora si allontana dal centro di assistenza e viene multato

Un extracomunitario domiciliato in un Cas viene sanzionato dai carabinieri. Lo Sportello sociale autogestito protesta e chiede interventi a favore di chi vive situazioni di particolare disagio abitativo

di T. B.
17 aprile 2020
17:18

Un senza fissa dimora multato perché non avrebbe rispettato l’obbligo di rimanere a casa. La denuncia viene dallo Sportello sociale autogestito di Lamezia Terme, ma è smentita categoricamente dai carabinieri che hanno fatto il controllo ed elevato la contravvenzione.

 

«La sera del 15 aprile, durante un controllo mirato al rispetto delle normative di contenimento per il Covid-19 – spiega l’associazione - una persona veniva sorpresa dai carabinieri intenta a camminare su una delle vie principali del centro e sanzionata perché lo spostamento non è avvenuto per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. La situazione appare del tutto paradossale, dal momento che l’esigenza posta alla base dello spostamento sarebbe proprio l’assenza di una casa, ma ancora più assurda potrebbe essere l’ulteriore conseguenza della quarantena obbligatoria che normalmente segue a violazione di questo tipo». 

 

Ma i militari smentiscono con forza la ricostruzione dei fatti, mostrando il verbale integrale che riporta le dichiarazioni dell’extracomunitario. L’uomo, infatti, ha riferito di alloggiare in un Centro di accoglienza straordinaria, indicandone anche la via. Dunque si sarebbe allontanato dal Cas non rispettando le disposizioni anti Covid. Ecco il perché della sanzione.

 

Ma l’associazione che ha sollevato il caso insiste e ricorre alle vie legali. «Per la persona sanzionata a Lamezia abbiamo già inviato, tramite avvocato, apposita richiesta a sindaco, servizi sociali e prefettura di revoca delle sanzioni con individuazione di idonea soluzione abitativa d’emergenza o struttura di accoglienza. Ma – continuano dall’associazione - occorre che sindaci e prefetti predispongano degli interventi urgenti, come l’incremento di soluzioni abitative emergenziali o l’aumento dei posti nei dormitori (al momento quello di Lamezia risulta al completo) e, ancora più importante, predispongano misure di prevenzione sanitaria per le persone senza fissa dimora e per gli operatori sociali che operano in tale settore».

«Facciamo inoltre appello - concludono - affinché le persone senza fissa dimora non vengano sanzionate per il solo fatto di essere sorprese per strada».

Giornalista
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